Dall’impegno per la tutela del centro storico dopo il terremoto del 2016 nasce a Camerino il Centro studi storici camerti, associazione formata da studiosi e cittadini con l’obiettivo di occuparsi in modo stabile della storia, dell’arte, della memoria e del patrimonio culturale della città.
La nuova realtà raccoglie l’esperienza del gruppo di firmatari che aveva promosso un appello al commissario per la ricostruzione Guido Castelli, chiedendo attenzione per le testimonianze storiche e architettoniche del centro urbano. L’iniziativa si sviluppa nel contesto degli interventi edilizi e delle demolizioni avviati dopo il sisma, considerati dai promotori particolarmente delicati per la conservazione del tessuto antico.
La tutela durante la ricostruzione
Il presidente del Centro studi, don Sandro Corradini, ha spiegato che la preservazione del centro storico prosegue in presenza di interventi ritenuti non consoni alle caratteristiche di una città storica. Per questo l’associazione intende mantenere un rapporto diretto con la Soprintendenza, chiamata a gestire una mole di lavoro senza precedenti con un organico ridotto, offrendo la propria collaborazione.
Secondo quanto previsto dallo statuto, la ricostruzione non dovrà essere considerata soltanto come un processo materiale, ma anche come un’occasione per conoscere, recuperare e valorizzare le testimonianze custodite nel tessuto urbano. L’associazione punta inoltre a istituire un Archivio storico camerte della ricostruzione, nel quale raccogliere la documentazione sulle trasformazioni della città durante e dopo il terremoto.
L’archeologo don Stefano Carusi ha richiamato l’antichità di Camerino, ricordando i rapporti con l’Etruria e i legami documentati con Roma almeno dal quarto secolo avanti Cristo. Nel sottosuolo, ha sottolineato, potrebbe conservarsi la struttura della città antica, un elemento che rende particolarmente importante la tutela archeologica durante i lavori.
Ricerca, divulgazione e memoria collettiva
Anche Andrea Staffa, archeologo specialista dell’età bizantina e longobarda, ha evidenziato il rilievo della città nelle epoche tardo-antica e alto-medievale. La conservazione delle caratteristiche storiche del centro, secondo Staffa, può contribuire non solo all’attrattività turistica, ma anche alla valorizzazione degli edifici e alla loro capacità di richiamare nuovi acquirenti.
Il Centro studi prevede la costituzione di un comitato scientifico aperto a storici, archeologi, architetti, storici dell’arte, archivisti, docenti universitari, restauratori e ricercatori. Tra le adesioni citate figura quella di Andrea De Marchi, ordinario di storia dell’arte all’Università di Firenze, che ha assicurato il proprio interesse per l’iniziativa pur vivendo fuori città.
Tra i membri fondatori e del comitato scientifico figurano anche Pierluigi Falaschi e Giuseppe De Rosa. Emanuele Di Stefano ha definito il progetto utile a riunire competenze scientifiche e a rafforzare la collaborazione con il territorio e con gli istituti culturali, a partire dall’Università di Camerino.
Il programma comprende incontri pubblici, conferenze, seminari, mostre, pubblicazioni, ricerche e attività rivolte a cittadini, studenti e visitatori. Il segretario Claudio Cingolani ha indicato tra gli obiettivi anche il coinvolgimento della memoria dei camerti, considerata una fonte importante per ricostruire vicende storiche e aspetti della topografia cittadina.