Piemonte

Terzo Valico, Ravetti e Calderoni(PD): “Tre miliardi ancora da finanziare, servono certezze”

Per i consiglieri, un ulteriore rallentamento dei lavori rischierebbe di compromettere le prospettive occupazionali e industriali dell'Alessandrino e dell'intero Piemonte

Terzo Valico, Ravetti e Calderoni(PD): “Tre miliardi ancora da finanziare, servono certezze”

Il futuro del Terzo Valico dei Giovi torna al centro del dibattito in Consiglio regionale, dove il vicepresidente Domenico Ravetti e il consigliere Mauro Calderoni (Pd) hanno sollevato la questione dei finanziamenti necessari per completare l’opera.

La questione in Consiglio regionale

I due esponenti dem evidenziano come il costo complessivo dell’infrastruttura sia passato dai 5 miliardi inizialmente previsti agli attuali 13,7 miliardi di euro. All’appello mancano ancora circa 3 miliardi, che dovranno essere stanziati per garantire la copertura finanziaria dell’intervento.

A destare preoccupazione è anche la situazione occupazionale: 336 dipendenti di Seli Overseas e di alcune imprese subappaltatrici sono attualmente in cassa integrazione, mentre 16 operai della società Gallerie sono stati licenziati.

La Giunta regionale, rispondendo in Aula a un’interrogazione presentata da Ravetti, ha assicurato che la copertura finanziaria necessaria sarà prioritariamente garantita e inserita nella Legge di Bilancio in fase di approvazione alle Camere. «Auspichiamo che ciò accada – dichiarano Ravetti e Calderoni – e ci auguriamo che il presidente Cirio vigili con attenzione, affinché il verbo futuro diventi un verbo presente e dal “sarà stanziata” si passi al “è stanziata”».

Per i consiglieri, un ulteriore rallentamento dei lavori rischierebbe di compromettere le prospettive occupazionali e industriali dell’Alessandrino e dell’intero Piemonte, con circa 1.800 posti di lavoro a rischio, considerando anche l’indotto tra Piemonte e Liguria.

In Aula è stato illustrato un cronoprogramma che prevede il completamento degli scavi delle gallerie entro il 2027 e la conclusione definitiva del cantiere nel biennio 2027-2028. Un obiettivo che, secondo Ravetti e Calderoni, potrà essere rispettato soltanto risolvendo il contenzioso finanziario tra Rfi e Cociv e garantendo la ripresa immediata dei lavori.