Emilia-Romagna

Molluschicoltura, dalla Regione 1,5 milioni per l’emergenza

Stanziamento previsto nel 2026 e confronto con Governo e territori dell’Alto Adriatico.

La crisi della molluschicoltura nella Sacca di Goro continua a pesare sulle imprese della pesca e dell’acquacoltura. La moria delle cozze, le difficoltà nella crescita delle vongole e il peggioramento delle condizioni ambientali stanno mettendo sotto pressione un comparto centrale per l’economia del Delta del Po e per la comunità locale.

La Regione Emilia-Romagna intende intervenire sia sul fronte dell’emergenza sia con un programma di più lungo periodo per la salvaguardia delle lagune. Le misure sono state illustrate dall’assessore regionale all’Agricoltura e Pesca, Alessio Mammi, rispondendo all’interrogazione presentata da Paolo Calvano, capogruppo del Partito Democratico nell’Assemblea legislativa regionale.

Le risorse per affrontare l’emergenza

Nella risposta, Mammi ha confermato lo stanziamento di 1,5 milioni di euro nel bilancio regionale 2026 destinato alle emergenze e alle calamità che interessano pesca e acquacoltura. È stata inoltre avviata una ricognizione straordinaria dei danni subiti dalle imprese, con l’obiettivo di definire il quadro delle perdite e individuare gli interventi necessari.

Nel confronto con il Ministero è stata valutata positivamente anche la possibilità di calcolare gli indennizzi sulla base della produzione commercializzata nel 2023. Questa soluzione consentirebbe di evitare il riferimento al biennio 2024-2025, già fortemente condizionato dalla crisi che ha colpito il settore.

Secondo quanto riferito da Calvano, nella Sacca di Goro e nel Delta del Po operano imprese colpite dagli effetti combinati del granchio blu, delle mucillagini, della carenza di ossigeno e delle temperature elevate delle acque. La crisi, ha sottolineato il consigliere, coinvolgerebbe oltre 2.500 famiglie e richiederebbe interventi non limitati a misure occasionali.

Un piano per le lagune e il nodo europeo

La Regione ha confermato la disponibilità a promuovere un tavolo permanente con il Governo e le altre Regioni dell’Alto Adriatico. Tra le ipotesi indicate figurano opere di vivificazione idraulica, barriere subacquee, aree protette per favorire la crescita dei molluschi e sistemi avanzati di monitoraggio delle acque. Sono state inoltre citate la richiesta di ammortizzatori sociali straordinari e possibili moratorie fiscali per le aziende maggiormente colpite.

La discussione riguarda anche il futuro delle risorse europee. La proposta della Commissione europea per il bilancio 2028-2034 prevede l’assorbimento del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura, il Feampa, in uno strumento finanziario multisettoriale. Secondo le stime richiamate nel dibattito, questa impostazione potrebbe determinare una riduzione delle risorse fino al 63 per cento.

L’Emilia-Romagna ha già espresso la propria contrarietà a questa prospettiva attraverso il confronto con gli organismi di rappresentanza delle Regioni a livello nazionale ed europeo. Per Calvano, il sostegno economico immediato deve essere accompagnato da investimenti sulle condizioni ambientali delle lagune e da strumenti di sostegno al reddito per chi ha visto ridursi o azzerarsi la capacità produttiva. La Regione chiede inoltre che il Governo intervenga con risorse adeguate e che venga mantenuto un fondo europeo dedicato alla pesca e all’acquacoltura.