Carrara (MS)

Trasporto del marmo, la Lega chiede tariffe rispettate

Quattro o cinque aziende pagherebbero 4-5 euro in meno a tonnellata dei valori concordati.

La Lega trasportatori marmo in blocchi segnala il mancato riconoscimento delle tariffe concordate da parte di un gruppo ristretto di aziende del comparto lapideo. Secondo l’associazione, sarebbero quattro o cinque le imprese che continuano a proporre compensi inferiori rispetto agli accordi sottoscritti dalle rappresentanze degli industriali, dalla Cna e dalla Confartigianato.

La denuncia arriva dal territorio di Massa Carrara, dove l’autotrasporto specializzato nel trasferimento dei blocchi di marmo rappresenta un anello essenziale della filiera. La Lega precisa di non voler alimentare contrapposizioni tra cave e trasportatori, sottolineando che la solidità delle due componenti è strettamente collegata. L’obiettivo dichiarato è ottenere l’applicazione uniforme del tariffario e tutelare le imprese che già rispettano le condizioni economiche concordate.

Costi e margini delle imprese

La differenza indicata dall’associazione arriverebbe a quattro o cinque euro a tonnellata. Una riduzione che, moltiplicata per i volumi movimentati nel corso dell’anno, può incidere in modo significativo sui bilanci delle aziende di autotrasporto. Le imprese coinvolte nella contestazione avrebbero dimensioni economiche rilevanti, con fatturati indicati nell’ordine di 13, 20, 24 e fino a 40 milioni di euro annui.

Per i trasportatori, invece, la sostenibilità dell’attività è appesantita da una serie di costi fissi e variabili: carburante, personale, contributi, pneumatici, assicurazioni, manutenzioni, autorizzazioni, finanziamenti e leasing dei mezzi. A queste voci si aggiungono gli investimenti necessari per mantenere i camion efficienti, aggiornare il parco veicoli e garantire condizioni adeguate di sicurezza.

Nuovo confronto sulle tariffe

Un nuovo incontro con gli industriali è previsto nel mese di novembre e dovrebbe affrontare la revisione del tariffario con decorrenza dal 1° gennaio 2027. La Lega ritiene che l’adeguamento abbia un peso diverso per le aziende con fatturati elevati rispetto a quello che può avere per una piccola impresa di trasporto una differenza di pochi euro per ogni tonnellata.

L’associazione contesta inoltre la pressione esercitata sui trasportatori che non accettano condizioni economiche ritenute troppo basse. Secondo quanto riferito, ad alcune imprese verrebbe prospettata la possibilità di affidare i viaggi ad altri camion disposti a lavorare a prezzi inferiori. Per la categoria, questo atteggiamento rischia di svalutare il lavoro degli autotrasportatori e di rendere più difficile sostenere i costi necessari per garantire continuità del servizio, efficienza dei mezzi e sicurezza sulle strade.