Lecco (LC)

Al Parco Kennedy educativa di strada, primi segnali positivi

Dopo la chiusura per atti vandalici, venti ragazzi tra 16 e 22 anni stanno costruendo un rapporto con gli operatori.

A poco più di un mese dall’avvio della sperimentazione, al Parco Eunice Kennedy di Lecco emergono i primi segnali positivi. L’area dei campi era stata chiusa il 4 agosto dopo ripetuti episodi di vandalismo e le lamentele dei residenti. La riapertura controllata, accompagnata dalla presenza dell’educativa di strada, sta ora offrendo indicazioni incoraggianti, anche se per una valutazione completa servirà altro tempo.

Un rapporto in costruzione

A tracciare un primo bilancio è Angela Fortino, assessora all’istruzione, educazione e famiglia del Comune di Lecco. L’amministratrice sottolinea che il progetto punta soprattutto a costruire relazioni e a prevenire situazioni di disagio, obiettivi che non possono essere misurati dopo poche settimane.

Nel parco si ritrovano mediamente 20-25 ragazzi, tra i 16 e i 22 anni. Alcuni risiedono in città, altri arrivano da fuori. L’area è frequentata anche da bambini accompagnati dalle famiglie e da residenti del condominio vicino. In questa prima fase non sono emerse particolari situazioni di conflitto tra i diversi frequentatori.

Il risultato considerato più significativo riguarda il rapporto instaurato dai due educatori con i giovani che in passato erano stati maggiormente segnalati per le modalità di utilizzo del parco. Secondo Fortino, si sta creando un rapporto di fiducia: al momento della chiusura, i ragazzi aiutano a ripulire l’area e si allontanano senza proteste. Sono piccoli comportamenti che il progetto interpreta come segnali di responsabilizzazione, rispetto degli spazi pubblici e convivenza con gli altri utenti e con il vicinato.

Controlli e attività fino a dicembre

L’intervento non si limita alla presenza degli operatori e al controllo degli accessi. Con i ragazzi sono stati avviati anche laboratori, tra cui la realizzazione di portacenere decorati con fumetti, pensati per coinvolgerli nella cura dello spazio e creare occasioni di relazione. Gli educatori hanno inoltre promosso momenti di confronto sui fatti avvenuti a Milano, raccogliendo le impressioni dei giovani.

Alla riapertura, avvenuta a settembre, è stata affiancata la presenza degli operatori nei pomeriggi dedicati al presidio educativo. La Polizia Locale effettua invece passaggi di controllo in orari variabili, una modalità che secondo l’assessora consente di mantenere alta l’attenzione senza trasformare il parco in un luogo sottoposto a sorveglianza rigida e prevedibile.

Resta delicato il rapporto con il vicinato. Le perplessità dei residenti non sono scomparse e, osserva Fortino, le critiche si manifestano talvolta anche quando l’area viene utilizzata da famiglie e bambini. Il progetto deve quindi trovare un equilibrio tra il diritto dei giovani ad avere spazi di aggregazione e la tranquillità di chi vive nelle vicinanze.

Attualmente l’area è disponibile nel pomeriggio, indicativamente dalle 16 alle 19.30. Con l’arrivo dell’autunno e l’anticipo del buio, l’assenza di illuminazione potrebbe portare a una rimodulazione dell’orario e a una chiusura anticipata. La sperimentazione proseguirà fino alla fine di dicembre, quando saranno raccolti ulteriori elementi per valutare l’esperienza e decidere quali interventi consolidare. L’amministrazione non esclude di estendere il modello ad altre aree critiche della città.