Lombardia

Rapper bergamaschi, tra piazze e testi la voce dei giovani

Da Zingonia alla Val Cavallina: incontri, gare improvvisate e percorsi nati lontano dai riflettori

In Bergamo e provincia la scena rap e trap racconta una generazione che cerca spazio, ascolto e occasioni. La voce dei musicisti non passa dai tavoli istituzionali o dai dibattiti politici, ma dagli studi di registrazione, dai palchi dei festival e dalle piazze. Da Zingonia a Treviglio, dalla Val Cavallina a Cologno, il movimento è vario e attraversa percorsi personali, difficoltà sociali e nuove forme di aggregazione.

Tra i nomi più conosciuti c’è MBoss, nome d’arte di Mohamed Sy, che supera i 50 mila ascolti mensili su Spotify. Nato in Senegal e cresciuto a Zingonia, il rapper considera la musica uno sfogo e uno strumento per raccontare ciò che ha vissuto. Nei suoi testi compaiono la criminalità, gli accoltellamenti e le difficoltà del quartiere, ma anche la richiesta di opportunità concrete per i giovani e per i talenti del territorio.

MBoss respinge l’idea che raccontare situazioni problematiche significhi incoraggiare comportamenti violenti. Secondo il musicista, il contesto familiare, la scuola e le attività quotidiane hanno un ruolo decisivo nella crescita di un ragazzo. La rabbia presente nelle canzoni diventa così una forma di testimonianza, non un invito a replicare ciò che viene descritto.

Il freestyle torna in piazza

Nel panorama underground si muove anche Giuss Dawg, nome d’arte di Francesco Giussani, trevigliese classe 1999 e vicecampione del Tecniche Perfette 2026, torneo nazionale di freestyle. Per lui le battle sono una sorta di sport di combattimento mentale. Nel 2023, insieme ad altre otto persone, ha contribuito a rilanciare il Muretto di Milano, storico punto di ritrovo per freestyler, e ha portato l’esperienza anche a Bergamo.

Ogni martedì alle 21, piazza Dante diventa il luogo degli incontri tra rapper e appassionati. L’iniziativa è nata come occasione di allenamento, ma ha attirato un pubblico più ampio rispetto agli addetti ai lavori. Per Giuss Dawg, la città offre poche alternative ai giovani oltre ai bar, mentre il freestyle ha creato uno spazio aperto e accessibile per stare insieme.

Dalla provincia ai social

La stessa esigenza emerge dalle parole di Marco Mareschi, rapper del 2005 originario della Val Cavallina. Il giovane descrive una zona con pochi locali e poche occasioni, dove chi fa musica rischia di sentirsi isolato. Per questo attribuisce grande importanza alla comunicazione sui social, in particolare Instagram, pur sottolineando il valore del confronto diretto con il pubblico. Durante un’esibizione a Darfo Boario, in apertura a Niky Savage, ha ricevuto una risposta positiva anche da spettatori che non conoscevano i suoi brani.

Tra i protagonisti della scena c’è anche Etse Gringo, nome d’arte di Lorenzo Agosti, di Cologno. Il suo immaginario attinge alla religione e alla cultura pop, mentre nei suoi interventi torna la necessità di ridurre le tensioni e favorire l’incontro. Le esperienze dei diversi artisti convergono su un punto: i testi possono essere duri e provocatori, ma dietro la spavalderia del genere c’è soprattutto la volontà di essere riconosciuti e di dimostrare il valore di una provincia ricca di energie creative. L’inchiesta è stata pubblicata il 3 novembre 2026.