Toscana

Disagi sulla Siena-Firenze, passeggeri lasciati a terra

Il rettore denuncia un episodio, l’azienda replica citando ritardi e limiti di capienza.

Un autobus diretto da Siena a Firenze è ripartito dopo un momento di tensione tra passeggeri, autista e forze dell’ordine, ma una decina di persone è rimasta a terra. L’episodio è stato raccontato sui social da Tomaso Montanari, rettore dell’Università per Stranieri di Siena, che ha riportato l’attenzione sui disagi registrati lungo la tratta gestita da Autolinee Toscane.

La denuncia del rettore

Secondo la ricostruzione pubblicata da Montanari, il mezzo era pieno e alcuni viaggiatori, esasperati per l’impossibilità di salire a bordo, avrebbero bloccato momentaneamente la strada con le auto e con i propri corpi. L’autista avrebbe quindi chiamato la Polizia. Dopo una trattativa, il bus è riuscito a partire, mentre circa dieci passeggeri sono rimasti esclusi dalla corsa.

Nel suo messaggio, il rettore ha parlato di un disagio crescente sulla linea Siena-Firenze, sostenendo che le corse risultano spesso affollate e che non vengono aggiunti autobus. Montanari ha inoltre taggato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e la sindaca di Siena Nicoletta Fabio, chiedendo come sia possibile lavorare e studiare in città in queste condizioni.

La replica di Autolinee Toscane

Autolinee Toscane ha fornito una ricostruzione diversa sulle cause del disservizio. In risposta al post, l’azienda ha spiegato che la corsa sarebbe partita in ritardo perché l’autista era rimasto bloccato a causa di uno scavo urgente per un guasto all’acquedotto in via Peruzzi. Una volta arrivato al capolinea, avrebbe trovato a bordo sia i viaggiatori in attesa della corsa delle 16.10 sia quelli destinati alla partenza successiva.

La società ha ricordato che, quando il numero dei passeggeri supera quello indicato nel libretto di circolazione, il mezzo non può mettersi in marcia. Per questo, secondo l’azienda, l’autista avrebbe chiamato correttamente le forze dell’ordine per l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio e avrebbe poi convinto alcuni clienti a scendere. Autolinee Toscane sostiene che queste persone abbiano potuto utilizzare la corsa successiva, prevista dopo meno di mezz’ora.

L’azienda ha aggiunto che non è stata organizzata una corsa bis proprio in considerazione del breve intervallo previsto per la partenza successiva. Il problema del sovraffollamento della linea, ha spiegato ancora Autolinee Toscane, è già stato segnalato alla Regione Toscana insieme ad alcune possibili soluzioni. I progetti, secondo quanto riferito dalla società, sono attualmente all’esame della Regione.

Quello descritto da Montanari viene indicato come una seconda segnalazione nel giro di pochi giorni. La settimana precedente il rettore aveva già riferito di un viaggio sulla stessa tratta durante il quale alcuni passeggeri sarebbero stati costretti a viaggiare seduti sulle scale o a terra, in condizioni da lui ritenute non conformi alle norme di sicurezza.