Avigliano umbro (TR)

La Foresta Fossile di Dunarobba resta chiusa: appello al Ministero

I rappresentanti comunali chiedono spiegazioni su interventi, autorizzazioni e tempi per il ritorno delle visite.

Il cancello della Foresta Fossile di Dunarobba resta chiuso e il sito, nel territorio di Avigliano Umbro, continua a essere inaccessibile al pubblico. La situazione, secondo i consiglieri comunali di minoranza Belle Chianella, Roberto Pacifici e Umbro Selvetti, sta producendo conseguenze sulla fruibilità del patrimonio e sulle ricadute per il territorio.

I tre rappresentanti istituzionali hanno deciso di rivolgersi al Ministro della Cultura, alla Regione Umbria, alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria e ai Carabinieri, chiedendo attenzione sulla vicenda e informazioni sulle ragioni che hanno determinato la sospensione degli accessi. La chiusura riguarda un luogo di interesse paleontologico e scientifico, visitato anche da gruppi scolastici, per i quali l’incertezza attuale rende difficile confermare le prossime gite.

La richiesta alla Soprintendenza

Nella lettera inviata alle autorità, i consiglieri ricordano di avere già chiesto formalmente alla Soprintendenza per l’Umbria chiarimenti sulla chiusura, sugli interventi in corso, sulla loro durata e sugli eventuali provvedimenti amministrativi e autorizzativi adottati. La comunicazione, spiegano, non avrebbe ricevuto risposta nonostante siano trascorsi oltre due mesi.

Per i consiglieri, l’assenza di riscontri è particolarmente rilevante perché la vicenda interessa un patrimonio ritenuto di eccezionale valore scientifico e culturale. Nella richiesta viene sottolineata la necessità di comprendere quali siano le motivazioni tecniche e amministrative della chiusura, se siano stati adottati atti specifici per disporla o autorizzarla e quali siano gli estremi degli eventuali provvedimenti.

Domande su lavori e riapertura

Gli amministratori chiedono inoltre di conoscere la natura e la finalità delle attività necessarie sul sito, insieme alle tempistiche previste. Tra i punti sottoposti al Ministero c’è anche la possibilità di indicare una data, almeno orientativa, per la riapertura al pubblico della Foresta Fossile.

La lettera domanda poi se siano state valutate soluzioni per mantenere una fruizione parziale dell’area durante eventuali lavori o attività tecniche, compatibilmente con le esigenze di tutela. I consiglieri ricordano che in passato il sito sarebbe rimasto almeno in parte visitabile anche in presenza di interventi.

L’iniziativa viene presentata come una richiesta di trasparenza e non come un’ingerenza nelle competenze degli organi tecnici e amministrativi. Secondo i firmatari, proprio la rilevanza del bene impone informazioni chiare alla comunità e ai visitatori sulle ragioni della chiusura, sulle responsabilità istituzionali e sulle prospettive future.

Nel documento si chiede infine al Ministero di verificare la situazione, di favorire un riscontro alla precedente comunicazione inviata alla Soprintendenza e di prestare attenzione alle conseguenze della chiusura sulla valorizzazione e sulla conoscenza della Foresta Fossile. Il sito, concludono i consiglieri, non sarebbe soltanto una risorsa del Comune, ma un patrimonio scientifico e culturale da tutelare e rendere nuovamente fruibile.