Nazionale

Addio a Nadia Santini, icona della cucina mantovana

Si è spenta a 72 anni dopo una lunga malattia; nel 1996 ottenne le tre stelle, prima italiana a raggiungere il traguardo.

È morta a 72 anni Nadia Santini, storica protagonista dell’alta gastronomia italiana e anima del ristorante Dal Pescatore Santini di Runate, frazione di Canneto sull’Oglio, nel Mantovano. La cuoca si è spenta il 2 novembre dopo una lunga malattia. La notizia è stata comunicata dalla famiglia attraverso una nota pubblicata sulla pagina Instagram del locale, nella quale viene ricordata per la sensibilità, l’empatia e l’amore trasmessi nel corso della sua vita.

La prima donna italiana con tre stelle

Nata Nadia Cavaliere a San Pietro Mussolino, in provincia di Vicenza, nel 1953, Santini aveva iniziato il proprio percorso lontano dalla cucina professionale. Dopo gli studi universitari in Scienze Politiche, nel 1974 aveva sposato Antonio Santini, entrando nella locanda di campagna fondata dalla famiglia del marito nel 1925.

Nel corso degli anni, sotto la sua guida, il ristorante si è trasformato in una realtà conosciuta a livello internazionale. Nel 1996 Dal Pescatore ha conquistato le tre stelle Michelin e Nadia Santini è diventata la prima donna in Italia a ottenere il massimo riconoscimento della guida francese. Il ristorante ha poi mantenuto il titolo per tre decenni, risultando il tristellato più longevo del Paese.

La tradizione mantovana e i riconoscimenti

La cucina di Santini è rimasta legata alla stagionalità, alla tradizione padana e alla valorizzazione delle materie prime. Tra i piatti associati al suo lavoro figurano i tortelli di zucca, gli agnoli in brodo e le preparazioni a base di pesce d’acqua dolce della Valle dell’Oglio. La sua attività ha ricevuto anche riconoscimenti internazionali: nel 2013 è stata premiata a Londra come Migliore Chef Donna al Mondo con il Veuve Clicquot World’s Best Female Chef.

Nel 2022 la Guida Michelin le ha assegnato il premio speciale Chef Mentor, per il ruolo svolto nella formazione di diverse generazioni di professionisti. Accanto a Nadia, il marito Antonio si è occupato negli anni dell’accoglienza e della direzione del ristorante.

La continuità del lavoro familiare è oggi affidata ai figli Giovanni e Alberto. Giovanni ha affiancato la madre ai fornelli, mentre entrambi partecipano alla gestione della struttura e alla prosecuzione della filosofia del locale, fondata sul rigore, sulla semplicità e sul legame con il territorio. Con la scomparsa di Nadia Santini, la ristorazione italiana perde una delle sue figure più riconoscibili e autorevoli.