Lombardia

In Valtellina vendemmia anticipata: uve sane dopo l’estate calda

Gli eventi piovosi di agosto hanno attenuato lo stress idrico e sostenuto rese soddisfacenti, mentre i primi vini mostrano equilibrio.

La vendemmia 2026 in Valtellina si è conclusa con circa dieci giorni di anticipo rispetto al calendario abituale. Il Consorzio di Tutela dei Vini di Valtellina descrive un’annata segnata da temperature elevate e da una lunga fase di siccità, ma riequilibrata dalle precipitazioni di agosto. I vigneti terrazzati del versante retico hanno fornito alle cantine uve sane e mature, con rese tornate su livelli soddisfacenti dopo alcune campagne difficili.

Temperature in aumento nel lungo periodo

I dati agrometeorologici presentati da Gabriele Cola, professore di Agrometeorologia dell’Università degli Studi di Milano, durante ViVa 2026, evento dedicato ai vini valtellinesi e al Nebbiolo delle Alpi, collocano la stagione all’interno di una trasformazione climatica più ampia. Nella serie storica 1961-2025, la temperatura media annua è salita da circa 11,3 gradi nel periodo 1961-1990 a circa 12,8 gradi nel trentennio 1991-2020.

Nello stesso arco temporale, le giornate con temperature massime oltre i 32 gradi sono passate da una media di circa cinque a quasi venti l’anno, con picchi di 68 giorni nel 2022 e 42 nel 2024. È cresciuto anche l’Indice di Winkler, da circa 1.450 a oltre 1.850 gradi giorno, mentre le precipitazioni medie annue sono rimaste comprese tra 900 e 1.000 millimetri. Secondo le analisi citate dal Consorzio, la maggiore disponibilità termica ha finora favorito la maturazione della Chiavennasca, preservandone acidità e componente fenolica.

La svolta con le piogge di agosto

La stagione vegetativa è stata caratterizzata da temperature costantemente superiori alla media e da una prolungata carenza d’acqua. La situazione è cambiata ad agosto, quando precipitazioni di buona intensità hanno ristabilito l’equilibrio idrico nei vigneti e consentito alle parcelle più provate di riprendere il normale percorso di maturazione. Il danno legato alla siccità e alle alte temperature è rimasto circoscritto a pochi terrazzamenti, mentre gran parte della produzione ha mantenuto buone rese.

Il caldo ha determinato un anticipo dello sviluppo fenologico. In diverse aziende la raccolta è iniziata nella terza decade di settembre e si è conclusa a metà ottobre, rispetto all’avvio normalmente fissato all’inizio del mese. Per Marco Fay, produttore e vicepresidente del Consorzio, le piogge di agosto hanno permesso ai vigneti che avevano mostrato segnali di crisi idrica di recuperare. Danilo Drocco, enologo della Cantina Nino Negri e vicepresidente dell’organismo, ha definito il 2026 una delle annate più calde ricordate dai produttori.

Dal punto di vista qualitativo, la situazione fitosanitaria ha consentito di raccogliere grappoli integri e di attendere, parcella per parcella, il momento più adatto. L’accumulo zuccherino si è attestato su valori considerati ideali, senza eccessi di gradazione alcolica. L’acidità è leggermente inferiore rispetto alle annate più fresche, ma resta equilibrata; i tannini risultano maturi e strutturati, mentre il patrimonio aromatico conserva profumi fruttati netti. Le prime masse in cantina indicano vini rotondi e piacevoli, ma si tratta di valutazioni preliminari che dovranno essere confermate dall’affinamento.

Terrazzamenti e gestione del territorio

La varietà di quote, esposizioni e suoli dei terrazzamenti costituisce una risorsa per affrontare le annate estreme. Le differenze tra parcelle, spesso concentrate in poche decine di metri, permettono di modulare i tempi di raccolta e di combinare in cantina uve con caratteristiche diverse. La coltivazione resta complessa e in larga parte manuale, mentre l’intensificarsi degli eventi climatici richiede interventi agronomici sempre più mirati.

Il Consorzio sta valutando con i produttori l’impiego di droni per la difesa fitosanitaria nelle aree più difficili da raggiungere. L’obiettivo indicato è rendere più tempestivi i trattamenti, aumentare la sicurezza degli operatori e migliorare la sostenibilità della filiera. Il presidente Mamete Prevostini ha sottolineato che l’annata ha garantito uve sane, maturazioni equilibrate e quantità adeguate, attribuendo il risultato al territorio e al lavoro svolto quotidianamente sui terrazzamenti.