Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, ha dichiarato che parteciperebbe a una cena o a un’iniziativa dedicata alla Marcia su Roma, definendola una data storica. Il riferimento è al 28 ottobre 1922, quando l’azione organizzata dai fascisti contribuì all’ascesa politica di Benito Mussolini e alla successiva formazione del governo fascista.
Le dichiarazioni sono state rilasciate il 2 novembre 2026, rispondendo alle domande dei cronisti sulla possibilità di prendere parte a eventi organizzati per ricordare quella ricorrenza. Vannacci ha spiegato di non vedere problemi nella partecipazione a una conferenza, a una cena o ad altra occasione in cui si ripercorrano passaggi della storia italiana.
Il confronto sui simboli fascisti
Il leader di Futuro Nazionale ha sostenuto di non fare distinzioni tra le diverse ricorrenze storiche. Nel suo ragionamento ha richiamato, come esempi, iniziative dedicate all’unità d’Italia o alla Rivoluzione francese, chiedendo quale sarebbe la differenza rispetto a un’appuntamento dedicato alla Marcia su Roma.
Ai cronisti che gli hanno fatto notare come durante alcune di queste cene possano essere esposti simboli fascisti, Vannacci ha replicato domandando se gli organizzatori abbiano proposto la ricostituzione del partito fascista. Ha quindi messo a confronto l’eventuale presenza di quei simboli con quella delle bandiere legate ad altre vicende storiche, mantenendo il punto sulla possibilità di ricordare gli eventi senza, a suo giudizio, introdurre distinzioni.
La posizione sul 25 aprile
Nel corso dello stesso confronto, Vannacci ha parlato anche della Festa della Liberazione. Alla domanda sulla sua eventuale partecipazione a una commemorazione del 25 aprile, ha risposto che sarebbe favorevole quando la ricorrenza diventasse una festa conciliante. Secondo il leader di Futuro Nazionale, invece, continua a essere utilizzata come uno strumento per dividere i buoni dai cattivi.
Vannacci ha comunque ricordato di avere preso parte più volte alle celebrazioni del 25 aprile, indossando l’uniforme e rendendo omaggio ai caduti e alla Repubblica. Ha definito quelle occasioni motivo di fierezza e onore, precisando così che la sua posizione critica riguarda il carattere che, a suo giudizio, la ricorrenza avrebbe assunto nel dibattito pubblico, non il rispetto per la Repubblica e per i caduti.