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Il Ssn mostrerà quanto costano le prestazioni sanitarie

La ricevuta indicherà l’onere sostenuto dalla collettività, senza introdurre nuovi importi da versare.

La manovra di bilancio 2027 introduce uno scontrino sanitario destinato a mostrare ai cittadini il costo delle prestazioni sostenuto dal Servizio sanitario nazionale. La ricevuta potrà essere consegnata dopo visite specialistiche, esami diagnostici e accessi non urgenti al Pronto soccorso. L’obiettivo è rendere più evidente il valore economico dell’assistenza pubblica, senza modificare le regole sui ticket o sulle esenzioni.

Il documento non rappresenterà una nuova richiesta di pagamento. Le cifre riportate, anche quando saranno a tre cifre, indicheranno il costo complessivo sostenuto dal sistema per erogare la prestazione. Tra gli esempi citati figurano 280 euro per un esame diagnostico, 120 euro per un controllo specialistico e 150 euro per un accesso al Pronto soccorso classificato come non urgente. L’importo visualizzato non coinciderà quindi necessariamente con la somma dovuta dal paziente.

Che cosa conterrà la ricevuta

Lo scontrino distinguerà innanzitutto il costo effettivo della prestazione, che comprende il lavoro del personale sanitario, l’utilizzo dei macchinari, i reagenti, il materiale monouso e la gestione delle strutture. Sarà poi indicata la quota di compartecipazione, cioè il ticket previsto per i cittadini non esenti secondo le disposizioni nazionali e regionali.

Una terza voce riguarderà l’importo effettivamente dovuto al momento della prestazione. In presenza di un’esenzione per reddito, patologia, età o invalidità, oppure se il ticket è già stato pagato, la somma da versare sarà pari a zero. La consegna del documento avrà dunque una funzione informativa e non comporterà automaticamente un esborso aggiuntivo.

Trasparenza e sostenibilità del sistema

La misura punta a rafforzare la consapevolezza sul funzionamento del Servizio sanitario nazionale. Visite, analisi, ecografie e controlli specialistici sono infatti sostenuti da risorse pubbliche anche quando, al momento dell’erogazione, il cittadino non paga nulla o versa soltanto una quota limitata. Rendere visibile questo impegno economico dovrebbe contribuire a considerare la sanità pubblica come un bene comune finanziato dalla collettività.

Tra gli obiettivi indicati c’è anche la riduzione degli sprechi. Conoscere il valore delle prestazioni potrebbe favorire una maggiore attenzione agli appuntamenti prenotati e scoraggiare la mancata presentazione senza disdetta. La ricevuta potrà inoltre aiutare a verificare la corrispondenza tra i servizi autorizzati e quelli realmente erogati.

Restano invariate le regole relative agli accessi, alle esenzioni e ai tetti massimi dei ticket. Lo scontrino sanitario sarà quindi un promemoria del costo reale delle cure per il sistema pubblico, non una nuova tassa da pagare all’uscita dall’ambulatorio o dal pronto soccorso.