Verona (VR)

Omicidio di Jessica, Rossi tace davanti alla gip di Verona

Trentacinquenne resta in carcere; i legali chiedono il trasferimento a Bussolengo per stare vicino alla figlia.

Nadir Rossi, 35 anni, accusato di aver ucciso la moglie Jessica Dalla Chiara somministrandole insulina, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti alla gip del tribunale di Verona. L’interrogatorio di garanzia si è svolto nella mattinata di lunedì 2 novembre 2026.

Rossi, ex infermiere al Pronto soccorso dell’ospedale di Borgo Roma, è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulla morte della donna. L’accusa sostiene che il decesso sia stato provocato dalla somministrazione di insulina. Nel corso dell’udienza l’indagato ha scelto di non fornire dichiarazioni al giudice.

La posizione della difesa

A comunicare la decisione sono stati i difensori dell’ex infermiere. I legali hanno spiegato che il procedimento presenta una notevole complessità e comprende una grande quantità di atti ed elementi investigativi, che dovranno essere esaminati in modo approfondito prima di assumere ulteriori iniziative.

Secondo quanto riferito dai difensori, ogni valutazione dovrà essere compiuta sulla base dell’esame completo degli atti. La difesa ha inoltre fatto sapere che ci sarà modo di affrontare le questioni nelle sedi giudiziarie competenti, senza entrare nel merito delle contestazioni durante l’interrogatorio di garanzia.

La richiesta dei domiciliari

Gli avvocati hanno chiesto alla giudice la concessione degli arresti domiciliari nell’abitazione di Bussolengo. Tra le motivazioni indicate figura anche la volontà della figlia di quattro anni di poter stare con il padre.

La giudice ha convalidato l’arresto e si è riservata di decidere nei prossimi giorni sull’istanza di attenuazione della misura cautelare. Fino alla pronuncia sulla richiesta, Rossi resta in carcere in attesa degli sviluppi dell’udienza e delle successive valutazioni dell’autorità giudiziaria.