Poggibonsi (SI)

Il centro storico di Poggibonsi riparte con il piano Città del Fare

Obiettivo: ricucire i legami, sostenere botteghe e imprese, aumentare attrattività e vivibilità.

Un centro storico più vivo, multifunzionale e riconoscibile, capace di collegare commercio, artigianato, turismo, cultura e socialità. È questa la prospettiva delineata dal Piano strategico per il rilancio del centro storico di Poggibonsi, realizzato dalla Fondazione Promo PA su incarico del Comune. Il documento individua una serie di direttrici operative per affrontare le difficoltà che interessano i negozi di vicinato e, più in generale, i centri storici.

Il piano punta a trasformare il cuore della città in un luogo di incontro, innovazione e formazione, superando la funzione di semplice spazio di passaggio. Tra gli obiettivi indicati figurano la ricucitura delle fratture fisiche e generazionali, il rafforzamento dell’identità locale e la valorizzazione delle eccellenze manifatturiere. I contenuti saranno esaminati nei prossimi giorni dalla commissione comunale competente e discussi in incontri dedicati a commercianti e associazioni.

Le priorità per il rilancio

Il lavoro è partito dall’analisi delle criticità nazionali e locali, delle potenzialità del territorio, dall’ascolto degli operatori e dal confronto con esperienze e buone pratiche. Il piano è stato condiviso con il tavolo del commercio e nell’ambito del Patto per lo Sviluppo. La presentazione si è svolta il 30 ottobre con Annalisa Giachi della Fondazione Promo PA e con rappresentanti delle istituzioni regionali e delle principali organizzazioni economiche e professionali del territorio.

Tra le priorità figura la rigenerazione del centro storico attraverso una maggiore varietà di funzioni e attività. L’area dovrebbe diventare uno spazio di relazione tra imprese, formazione e ricerca, oltre che un luogo da vivere quotidianamente. Il progetto prevede inoltre la costruzione di un’identità riconoscibile attraverso il brand Poggibonsi Città del Fare, con l’obiettivo di mettere in relazione il patrimonio produttivo con il commercio, i servizi e l’offerta turistica, che registra un trend di crescita dei flussi.

Il documento richiama anche alcune azioni già avviate o in fase di attuazione: il bando Rigenerazioni in Movimento, l’accordo con Fises per agevolare l’accesso al credito delle piccole imprese, il rafforzamento dei servizi turistici nel centro e il Patto per lo Sviluppo. Tra gli interventi indicati ci sono le novità sulla sosta collegate alla prossima apertura della passerella del Vallone, destinata a migliorare l’accessibilità del parcheggio, la nuova disciplina della sosta in centro e la realizzazione di bagni pubblici.

Un percorso condiviso

Secondo l’amministrazione comunale, la strategia dovrà essere costruita attraverso il dialogo tra i diversi settori dell’economia cittadina. La sindaca Susanna Cenni ha sottolineato la necessità di affrontare la crisi dei negozi di vicinato considerando gli effetti della grande distribuzione, delle vendite online e dei cambiamenti nel modo di abitare i centri storici. L’obiettivo dichiarato è tradurre l’analisi in azioni concrete attraverso una visione comune e un partenariato tra pubblico e privato.

L’assessora allo sviluppo economico Lisa Valiani ha evidenziato il collegamento tra il piano e le iniziative già avviate, ribadendo l’importanza di un confronto tra commercio, artigianato, turismo, cultura, impresa e socialità. La prospettiva finale è quella di una governance stabile e partecipata, capace di coordinare interventi diversi all’interno di un progetto unitario.

Tra le ipotesi indicate per rafforzare il legame tra il centro e il sistema manifatturiero locale c’è anche un festival annuale della Città del Fare. L’iniziativa dovrebbe raccontare le eccellenze produttive e favorire l’incontro tra imprese, giovani e ricerca. Il piano, dunque, non propone una semplice somma di interventi isolati, ma un percorso di rilancio destinato a rendere il centro storico più attrattivo e a trasformare le energie produttive e culturali della città in nuove opportunità economiche e sociali.