La partecipazione di ragazze e ragazzi alle manifestazioni degli ultimi giorni viene indicata come un segnale politico significativo dagli autori dell’intervento, referenti della missione Salute Welfare del Partito Democratico di Ferrara. Al centro delle mobilitazioni, secondo il testo, ci sono la richiesta di maggiori investimenti nella scuola e nella sanità pubblica e la difesa dei diritti fondamentali.
Proprio alla luce di queste richieste, gli autori giudicano negativamente le scelte del Governo Meloni sulla sanità contenute nella nuova manovra. Le Regioni avevano chiesto 6,8 miliardi di euro aggiuntivi per sostenere il Servizio sanitario nazionale e affrontare l’aumento dei costi legati a contratti, farmaci, energia e inflazione. Le risorse aggiuntive previste dal Governo, si legge nell’intervento, ammontano invece a circa 2,4 miliardi.
Il nodo delle risorse
Per i rappresentanti dem, la differenza tra le richieste regionali e lo stanziamento previsto evidenzia una distanza rilevante, che non sarebbe colmata dagli annunci sugli investimenti complessivi. A preoccupare è anche la destinazione di 1,6 miliardi di euro a voucher sanitari da 300 euro.
Secondo la posizione espressa dal Pd, il voucher interviene sulla spesa individuale senza affrontare le difficoltà strutturali del sistema pubblico, che richiederebbero investimenti, personale e programmazione. Il rischio indicato è che strumenti frammentari finiscano per lasciare irrisolte le condizioni che rendono più difficile garantire le cure attraverso il Servizio sanitario nazionale.
Il richiamo all’universalità
Nel testo viene richiamata anche la denuncia del presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale sul possibile indebolimento progressivo dell’universalità del sistema sanitario. La preoccupazione è che, a fronte di risorse ritenute insufficienti per il servizio pubblico, i cittadini siano spinti a cercare soluzioni alternative e che l’accesso alle cure finisca per dipendere sempre più dalla disponibilità economica.
Gli autori ricordano inoltre la proposta di legge presentata dal Partito Democratico e sottoscritta in prima firma da Elly Schlein, respinta dalla maggioranza nel 2024. Il provvedimento prevedeva finanziamenti fino al 7,5% del prodotto interno lordo, più personale e un rafforzamento del servizio pubblico. Oggi il Pd chiede di portare la spesa sanitaria almeno al 7% del Pil.
La conclusione dell’intervento è una critica alla successione di provvedimenti considerati episodici durante i quattro anni di governo. Le responsabilità vengono attribuite alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e al ministro della Salute Orazio Schillaci. La richiesta politica ribadita dai referenti dem di Ferrara è che scuola e sanità pubblica restino diritti garantiti a tutti, senza che l’accesso alle cure dipenda dal reddito.