Franca Roventini è morta a 100 anni. La donna, originaria di Molina di Quosa, nel territorio di San Giuliano Terme, era conosciuta per il suo impegno nel raccontare la Resistenza e nel mantenere viva la memoria delle vittime degli eccidi nazifascisti. Aveva festeggiato il secolo di vita lo scorso 2 agosto, circondata anche dalle istituzioni locali.
Per gran parte della sua esistenza Roventini ha incontrato studenti, gruppi giovanili e associazioni impegnate nella trasmissione dei valori della libertà e della democrazia. Aveva collaborato a lungo con il Progetto Memoria del Comune di San Giuliano Terme, partecipando alle attività dedicate alla conoscenza delle stragi e delle conseguenze del regime fascista.
Il ricordo del sindaco
Il sindaco Matteo Cecchelli ha ricordato Roventini come una testimone di un periodo segnato da guerra, autoritarismo e violenza. «Franca se n’è andata e oggi siamo tutti più poveri», ha detto, sottolineando l’eredità lasciata dalla centenaria e il suo impegno nel raccontare sia la tragedia di quegli anni sia il valore della libertà riconquistata.
Secondo il primo cittadino, il compito di proseguire quel percorso spetta ora alla comunità e a chi si riconosce nei principi della Costituzione antifascista, della democrazia e della pace. Roventini, ha aggiunto Cecchelli, si era impegnata in prima persona perché le esperienze di autoritarismo e guerra non tornassero a ripetersi.
La vita tra lavoro e testimonianza
Da giovane avrebbe voluto studiare per diventare maestra, ma non ne ebbe la possibilità. Lavorò così come parrucchiera, occupandosi per anni delle acconciature di numerose donne di Molina di Quosa e dei dintorni. Anche nel suo negozio trovava spazio l’attività di divulgazione.
In una delle sue ultime interviste, rilasciata pochi mesi fa durante un convegno organizzato dall’amministrazione comunale per gli 80 anni dal primo voto delle donne, aveva raccontato di aver messo nella cesta delle riviste pubblicazioni e libri sull’eccidio della Romagna e sulle tragedie provocate dal fascismo. L’obiettivo, aveva spiegato, era favorire la conoscenza e incoraggiare una partecipazione consapevole alle elezioni.
Roventini lascia la figlia Antonietta. Fino a martedì la salma sarà esposta alle cappelle del commiato della Pubblica Assistenza di Pisa, in via Bargagna. I funerali si svolgeranno martedì a Molina di Quosa; l’orario non è ancora stato definito.