Un sondaggio pubblicato nelle ultime ore dal New York Times-Siena indica i democratici in vantaggio sui repubblicani in quasi tutti i sette Stati considerati decisivi per l’equilibrio del potere al Senato degli Stati Uniti. La rilevazione fotografa una situazione favorevole ai dem in diverse competizioni, con margini particolarmente ampi in Texas e Kansas.
Il quadro nei singoli Stati
In Texas, il democratico James Talarico raccoglie il 50% delle preferenze, contro il 43% attribuito al repubblicano Ken Paxton. Il dato assume rilievo nel quadro descritto dal quotidiano, perché il Texas non elegge un democratico al Senato dal 1988.
Un distacco analogo emerge in Kansas, dove il democratico Adam Hamilton è indicato al 49%, mentre il repubblicano Roger Marshall si ferma al 44%. Anche in questo Stato il risultato segnalato dal sondaggio si inserisce in una lunga tradizione elettorale favorevole ai repubblicani: l’ultima elezione di un democratico al Senato risale infatti al 1932.
Il vantaggio più ampio tra quelli riportati riguarda il Michigan. Qui il democratico Abdul El-Sayed raggiunge il 53% delle preferenze, con undici punti di margine sul repubblicano Mike Rogers, accreditato del 42%. La rilevazione assegna ai democratici una posizione favorevole anche in Maine e Ohio, senza però fornire nel testo le percentuali relative a queste due competizioni.
Testa a testa in Alaska
In Alaska, invece, il quadro viene descritto come un testa a testa tra i candidati dei due partiti. Il sondaggio non indica uno scarto significativo a favore di uno dei due schieramenti. Nel complesso, secondo la lettura del New York Times, i democratici sarebbero quindi avanti in quasi tutti i sette Stati che possono incidere sull’equilibrio del Senato, mentre in Alaska la sfida resta aperta.
I dati si riferiscono alle elezioni di metà mandato, le midterm, e delineano una competizione articolata tra Stati con orientamenti elettorali consolidati e territori nei quali il risultato potrebbe modificare i rapporti di forza a Washington. Il testo della rilevazione non specifica la data del voto né le metodologie utilizzate per realizzare il sondaggio.