La disponibilità di abitazioni in vendita continua a ridursi. A Pistoia, nel terzo trimestre del 2026, l’offerta è scesa del 6,8% nel capoluogo e del 6,3% nell’intera provincia. Il dato si inserisce in una contrazione più ampia che riguarda il mercato italiano e che limita le possibilità di scelta per chi cerca un’abitazione.
Secondo l’analisi dell’Ufficio studi di Idealista, su base annua lo stock di immobili in vendita in Italia è diminuito del 2%, mentre rispetto ai 90 giorni precedenti la flessione ha raggiunto il 5,6%. Il calo dell’offerta può esercitare una pressione sui prezzi degli immobili ancora disponibili e aggravare le difficoltà legate all’accesso alla casa.
Il quadro italiano e toscano
Il responsabile dell’Ufficio studi, Vincenzo de Tommaso, collega la riduzione trimestrale anche alla minore operatività tipica dei mesi di luglio e agosto. Tra gli altri fattori indicati figurano la congiuntura economica e il costo dei mutui, che possono spingere alcuni proprietari a rinviare la vendita oppure a destinare l’immobile alla locazione. In questo scenario, chi vorrebbe acquistare resta più a lungo in affitto.
La contrazione è particolarmente evidente nei grandi centri: Bologna registra un -18,8%, Napoli un -12,5%, Roma un -12,2%, Torino un -12,1% e Milano un -11,6%. In Toscana, Prato guida la classifica dei cali, con una diminuzione del 18,9% nel capoluogo e del 16,8% in provincia. Seguono, tra i capoluoghi, Pisa (-11,3%), Livorno (-10,2%) e Firenze (-9,5%). Sul fronte provinciale, dopo Prato si collocano Firenze (-9,6%), Pisa (-8,3%) e Lucca (-8,2%).
Pistoia si trova al quinto posto tra i dieci capoluoghi e le dieci province toscane monitorati per riduzione dell’offerta. L’unico territorio regionale in controtendenza è Siena, con un aumento dello 0,4% nel capoluogo e dell’1,2% in provincia. A livello nazionale, nel trimestre, lo stock di abitazioni in vendita è diminuito in 99 capoluoghi su 110, pari al 90% dei centri esaminati. Anche nelle province la riduzione è diffusa e interessa l’85% dei territori analizzati.
Meno annunci, non necessariamente più compravendite
Il calo degli immobili pubblicizzati non coincide automaticamente con un aumento delle compravendite. La riduzione può dipendere anche dal minor numero di abitazioni immesse sul mercato o dalla decisione dei proprietari di rinunciare, almeno temporaneamente, alla vendita. Per chi cerca casa, l’effetto concreto resta una scelta più limitata tra gli immobili disponibili.