Torino (TO)

A Torino i libri salvati dal macero arrivano davanti alle università

Il progetto Vivilibrôn coinvolge studenti ed Ecomori nella distribuzione gratuita di volumi recuperati

Ogni giovedì mattina, tra le 10 e le 12, davanti al Campus universitario di Torino e, in alcune giornate, a Palazzo Nuovo, studenti e cittadini possono trovare libri recuperati e distribuiti gratuitamente. Intorno ai tavoli si incontrano i giovani universitari e gli Ecomori, persone in gran parte migranti e richiedenti asilo impegnate in percorsi di formazione e inserimento lavorativo.

L’iniziativa è curata da Eco dalle Città attraverso il progetto Vivilibrôn, nato per sottrarre alla distruzione i volumi invenduti o destinati al macero. L’arrivo davanti agli atenei rappresenta una nuova tappa del percorso: per la prima volta i libri sono stati portati direttamente negli spazi universitari, dove in una mattinata circa 30 volumi hanno trovato nuovi lettori.

Dai mercatini alle università

Il recupero comincia tra gli invenduti dell’area del libero scambio di via Carcano. Gli Ecomori selezionano i testi e li portano in case del quartiere, scuole e spazi associativi. Dal 2023 è attiva anche Librezia, la biblioteca di recupero nella sede di via Bellezia 19, dove i volumi possono essere ritirati gratuitamente.

La raccolta dei libri avviene il sabato a Carcano, mentre durante la settimana i testi vengono messi a disposizione in diverse sedi, tra cui le Case del Quartiere, la Casa delle Donne e il Bricocenter di via Cigna. Secondo un atto del Comune, ogni anno il circuito intercetta circa 14 mila volumi, affiancando il recupero delle pubblicazioni a quello di frutta e verdura ancora utilizzabile.

Un progetto nato nel 2016

Vivilibrôn, il cui nome richiama quello di Vivibalôn, ha preso forma nel 2016, quando l’associazione Il Barattolo chiese a Eco dalle Città di occuparsi anche dei libri destinati a essere buttati. Il progetto si è sviluppato insieme alle trasformazioni del Suk e dell’area di libero scambio, creando una rete di relazioni attorno a oggetti che altrimenti sarebbero finiti nei cassonetti.

Per Graziano Esposito, responsabile di Vivilibrôn, la presenza negli atenei serve anche a verificare l’interesse degli studenti e a misurare la risposta del pubblico. Paolo Hutter, presidente di Eco dalle Città, sottolinea invece che oggi i libri sono meno richiesti rispetto al passato e che il loro recupero diventa quindi più importante. L’obiettivo dichiarato è mantenere in circolazione testi ancora utilizzabili, collegando la riduzione degli sprechi alla diffusione della lettura.

Tra le persone coinvolte nel progetto c’è Wael Bettech, 28 anni. Dopo aver visto gli Ecomori con le pettorine rosse a Porta Palazzo, ha iniziato come volontario ed è poi stato assunto. Il suo lavoro consiste nel recuperare e distribuire materiali, anche nelle giornate più fredde o calde. Pur raccontando di avere difficoltà nella lettura e di essere dislessico, Bettech considera particolarmente significativo portare i libri nelle scuole, dove i bambini scelgono i volumi e mostrano entusiasmo.

A novembre gli Ecomori raggiungeranno i dieci anni di attività. La comunità ha recentemente celebrato i 97 anni di Maria, conosciuta come la nonna salva cibo di Porta Palazzo, e ha ricevuto il riconoscimento europeo 2026 assegnato a RePoPP per il lavoro su recupero, inclusione e partecipazione. Il progetto continua così a estendere la propria rete, dai banchi dei mercatini agli spazi universitari.