Il Teatro del Falco di Montefalcone Appennino ha ospitato un incontro dedicato alla memoria di Salvo D’Acquisto, il vicebrigadiere dei Carabinieri che il 23 settembre 1943 sacrificò la propria vita per salvare 22 civili dalla rappresaglia nazista. Protagonista della serata è stato il fratello Alessandro, ospite del Festival Storie.
Il racconto della famiglia
Intervistato dal giornalista Maurizio Socci, Alessandro D’Acquisto ha ripercorso la figura del fratello attraverso una prospettiva personale, distante dalla sola celebrazione pubblica. Aveva appena sei anni quando Salvo morì, ma i ricordi d’infanzia e alcune lettere ritrovate hanno contribuito a ricostruire il legame familiare e il dolore vissuto dai suoi cari.
La famiglia, secondo quanto raccontato durante l’incontro, venne a conoscenza della verità sulla morte di Salvo soltanto un anno dopo i fatti. Tra i passaggi più significativi della testimonianza c’è stato il ricordo della madre Ines, convinta che il figlio fosse stato uno strumento di Dio per salvare quelle vite innocenti. Il racconto ha così riportato la vicenda nella sua dimensione affettiva, oltre la solennità dei monumenti e delle commemorazioni ufficiali.
Il valore dell’esempio
Nel corso del suo intervento, Alessandro si è rivolto idealmente anche ai giovani, sottolineando l’importanza di proporre esempi autentici in una fase storica nella quale i punti di riferimento appaiono più fragili. Al dibattito hanno partecipato il sindaco di Montefalcone Appennino Cesare Milani, il prefetto di Fermo Edoardo D’Alascio e rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri.
Tra i presenti figuravano il colonnello Maurizio Laurito, il capitano Fabio Fabrizi, il maresciallo Salvatore Scozzarra e il generale in congedo Italo Governatori. Il sindaco Milani ha definito iniziative di questo tipo importanti per ricordare figure che hanno segnato la storia del Paese e per offrire alle comunità strumenti di riflessione sul futuro.
Il prefetto D’Alascio ha invece richiamato l’attenzione sulla valorizzazione dei piccoli centri e delle aree interne, auspicando che possano essere vissuti e animati da nuove energie e idee. La serata ha unito quindi la testimonianza privata della famiglia D’Acquisto al tema della memoria civile e del ruolo delle comunità nella trasmissione dei valori.