Vetralla (VT)

Medici di famiglia, a Vetralla chiesto il ricorso contro la Regione

Il comitato segnala carenze, sovraccarichi e dubbi sulla nuova organizzazione regionale

La carenza di medici di famiglia a Vetralla torna al centro del confronto politico dopo il consiglio comunale straordinario del 31 ottobre. Progetto Civico Italia, attraverso il proprio Comitato cittadino, chiede interventi per garantire la continuità dell’assistenza di base e sollecita l’amministrazione comunale a valutare un’azione legale contro la riorganizzazione della medicina territoriale prevista dalla Regione Lazio.

La posizione è stata illustrata da Gabriele Sabato, esponente del movimento, in una nota diffusa il 1° novembre 2026. Nel documento vengono richiamate le criticità emerse durante la seduta consiliare, tra cui la mancanza di una programmazione preventiva, il sovraccarico dei professionisti attualmente in servizio e le possibili conseguenze delle nuove disposizioni regionali. Progetto Civico Italia ha inoltre riconosciuto la disponibilità del dottor Matteini della Asl, intervenuto per rispondere alle domande durante il consiglio, sottolineando però che i chiarimenti forniti non avrebbero ridotto le preoccupazioni sul futuro del servizio.

La carenza di programmazione

Secondo il Comitato, uno dei problemi principali riguarda la comunicazione e il monitoraggio dei medici di medicina generale. L’assenza di un sistema ritenuto efficace renderebbe più difficile prevedere cessazioni dal servizio, rinunce o altri eventi in grado di lasciare scoperti numerosi pazienti. Le istituzioni, sostiene il movimento, sarebbero così costrette a intervenire quando l’emergenza si è già manifestata, invece di predisporre soluzioni con sufficiente anticipo.

Tra le misure prospettate dalla Asl figura l’aumento del numero massimo di assistiti per ciascun medico, da 1.500 a 1.800. Per Progetto Civico Italia si tratterebbe di una soluzione temporanea che potrebbe attenuare nell’immediato la mancanza di professionisti, ma che rischierebbe di aumentare il carico di lavoro di quelli già operativi. Il movimento contesta inoltre l’assenza di indicazioni certe sulla durata del provvedimento.

La situazione potrebbe diventare più complessa con la cessazione dal servizio di un altro medico di famiglia, prevista per il 30 novembre. A ridosso della scadenza, secondo quanto riferito nella nota, non sarebbe ancora definito come garantire la presa in carico dei pazienti interessati, con particolare attenzione alle persone anziane, fragili o affette da patologie croniche.

Le richieste alla Regione e al Comune

Nel mirino del Comitato c’è anche la deliberazione della Giunta regionale del Lazio n. 610 del 23 luglio 2026, con cui è stato approvato il nuovo Accordo integrativo regionale. Secondo la ricostruzione di Progetto Civico Italia, le regole introdotte potrebbero spingere i medici a distribuire l’attività tra più sedi e incarichi, anche fuori dal territorio comunale, riducendo ulteriormente la loro disponibilità per i residenti di Vetralla.

Il movimento chiede inoltre chiarimenti sulla Casa della Salute. Durante il consiglio comunale, riferisce il Comitato, sarebbe emerso che la struttura non verrà realizzata a Vetralla, nonostante precedenti rassicurazioni della maggioranza consiliare. Per questo viene sollecitata una comunicazione pubblica e documentata da parte dell’amministrazione.

Le richieste sono rivolte a Regione Lazio, Asl e Comune. Alla Regione viene chiesta la sospensione dell’efficacia della delibera n. 610/2026; all’azienda sanitaria, invece, l’adozione delle misure disponibili per assicurare cure adeguate e un confronto permanente con professionisti e popolazione. Al Comune viene chiesto di promuovere un ricorso straordinario contro il provvedimento regionale, contestando anche la valutazione delle specificità del territorio vetrallese.

A sostegno della proposta, Progetto Civico Italia richiama il precedente contenzioso sul dimensionamento scolastico che ha coinvolto il Comune di Viterbo e la Provincia. Il movimento sostiene che quel caso dimostrerebbe la possibilità per gli enti locali di impugnare decisioni regionali ritenute penalizzanti. Se l’amministrazione di Vetralla non dovesse intervenire, il Comitato annuncia la valutazione di ulteriori iniziative nelle forme previste dall’ordinamento.