Il Canada è pronto ad attendere l’arrivo di un nuovo presidente degli Stati Uniti se l’amministrazione di Donald Trump non consentirà di raggiungere un’intesa soddisfacente sui dazi. Lo ha dichiarato il primo ministro canadese Mark Carney in un’intervista a Politico, chiarendo che Ottawa non è disposta a firmare un’accordo soltanto per chiudere lo stallo.
Il confronto commerciale
«Se è quello che serve, dovremo farlo», ha affermato Carney, lasciando intendere che il governo canadese potrebbe preferire attendere un cambio alla Casa Bianca piuttosto che accettare condizioni ritenute inadeguate. Il premier ha avvertito che una situazione di prolungata contrapposizione non avrebbe conseguenze soltanto per il Canada: anche famiglie e imprese statunitensi, secondo la sua valutazione, finirebbero per subirne gli effetti.
Le dichiarazioni arrivano in un quadro di tensione tra Ottawa e Washington legato alla ricerca di un’intesa sui dazi. Carney ha espresso insofferenza per le iniziative e le provocazioni attribuite all’amministrazione americana, sostenendo che i canadesi sono stanchi del clima creatosi nei rapporti bilaterali. Il premier non ha però indicato una scadenza per i negoziati né fornito dettagli sulle condizioni considerate necessarie per raggiungere un’intesa.
La posizione sulla guerra
Nell’intervista, Carney ha affrontato anche l’incertezza della politica statunitense sulla guerra tra Russia e Ucraina, definendola «non utile». Il riferimento è alle oscillazioni di Washington sulle sanzioni contro Mosca e sulla fornitura di capacità difensive a Kiev, temi che, secondo il premier canadese, contribuiscono a rendere meno prevedibile l’azione degli Stati Uniti sul piano internazionale.
Carney ha inoltre respinto l’ipotesi di aver frenato il rafforzamento dei rapporti tra Canada e Unione europea per timore di possibili ritorsioni da parte di Trump. «Assolutamente no. Quella strada porta alla follia», ha replicato. La posizione espressa dal premier collega quindi il negoziato commerciale con Washington alla più ampia gestione dei rapporti diplomatici e delle alleanze, senza escludere che Ottawa possa attendere una nuova amministrazione americana qualora non emergano condizioni ritenute accettabili.