Stato di agitazione al carcere di Marino del Tronto, ad Ascoli Piceno, dove i sindacati della polizia penitenziaria hanno proclamato la mobilitazione e chiesto un intervento urgente e straordinario ai vertici dell’Amministrazione penitenziaria. Le organizzazioni chiedono anche il formale avvicendamento dell’attuale direttore dell’istituto, ritenendo ormai insostenibili le condizioni operative in cui lavora il personale.
Nel documento diffuso dai rappresentanti dei lavoratori vengono elencate numerose criticità: problemi strutturali, igienico-sanitari e organizzativi, carenze nella manutenzione, impianti ritenuti inadeguati e assenza di servizi essenziali. A preoccupare i sindacati è anche la situazione sul fronte dell’ordine e della sicurezza, aggravata dalla promiscuità tra diversi circuiti detentivi, considerati non adeguatamente compatibili con le caratteristiche dell’istituto.
Le richieste dei sindacati
Tra i punti indicati dalle organizzazioni figura la necessità di assumere decisioni definitive sulle criticità del reparto Atsm, oltre a una revisione della gestione degli incarichi di servizio. I sindacati sollecitano inoltre maggiore attenzione al benessere del personale e chiedono che l’organizzazione interna venga ridefinita per garantire condizioni di lavoro dignitose e sicure.
Secondo le rappresentanze dei lavoratori, il quadro sarebbe aggravato dalla compromissione delle relazioni sindacali. Viene denunciata l’assenza di un confronto efficace con gli organismi competenti e la mancata adozione di provvedimenti risolutivi, nonostante le ripetute segnalazioni sulle difficoltà dell’istituto. La richiesta rivolta all’Amministrazione penitenziaria è quindi quella di intervenire rapidamente, ripristinando corrette relazioni con le organizzazioni e affrontando le diverse emergenze ancora aperte.
I sindacati sottolineano che la sicurezza del carcere, la dignità dei lavoratori e la tutela della salute non possono dipendere dalla capacità di sopportazione degli agenti. In assenza di risposte concrete e tempestive, le organizzazioni si riservano di promuovere ulteriori iniziative di protesta. La mobilitazione nasce dunque da una serie di questioni che, secondo i rappresentanti della polizia penitenziaria, incidono quotidianamente sull’attività dell’istituto e sulla gestione dei detenuti.
Intercettato un involucro con telefoni e droga
Nel frattempo, l’attenzione degli agenti ha portato all’intercettazione di un involucro contenente tre smartphone e circa 100 grammi di hashish. Il ritrovamento è avvenuto giovedì sera, dopo che era stato notato un drone in volo nei pressi del carcere.
L’ipotesi è che il dispositivo possa essere stato utilizzato per trasferire il materiale nel campo sportivo dell’istituto, dove qualcuno avrebbe dovuto recuperarlo. Sono in corso accertamenti per individuare il destinatario dell’involucro e chiarire le modalità con cui telefoni e sostanza stupefacente sarebbero stati introdotti nell’area del carcere.