Il Tar Sardegna ha accolto il ricorso presentato da Elisabetta Falchi contro le deliberazioni con cui il Consorzio di bonifica dell’Oristanese aveva stabilito la sua decadenza dalla carica di consigliera delegata. A rendere nota la decisione è stata la stessa imprenditrice, già assessore regionale all’Agricoltura e vicepresidente nazionale di Confagricoltura.
La vicenda trae origine dal taglio di alcuni alberi lungo la fascia perimetrale consortile, in prossimità dell’azienda della famiglia Falchi, alle porte di Oristano. Il Consorzio aveva contestato l’intervento e aveva avviato una causa civile nei confronti dell’Azienda Falchi Società Semplice Agricola. Secondo la ricostruzione riportata dall’imprenditrice, proprio l’esistenza di quel contenzioso era stata poi utilizzata come presupposto per dichiararne la decadenza dall’organo consortile.
La decisione del tribunale amministrativo
Nella nota diffusa dopo la sentenza, Falchi sostiene che il Tar abbia chiarito l’assenza dei presupposti giuridici per la sua estromissione. La controversia civile, infatti, sarebbe stata promossa dal Consorzio esclusivamente contro la società agricola, soggetto distinto dalle persone fisiche dei soci. Da qui, secondo l’imprenditrice, l’impossibilità di considerare quella causa come una lite pendente direttamente nei suoi confronti.
Falchi afferma inoltre di avere contestato fin dall’inizio la ricostruzione alla base dell’iniziativa consortile. Nel procedimento civile, ancora pendente davanti al Tribunale di Oristano, sarebbero stati messi in discussione la ricostruzione catastale proposta dal Consorzio, l’estensione delle aree interessate dal taglio e la quantificazione del presunto danno. Su questi aspetti, precisa l’imprenditrice, non esiste ancora una decisione definitiva nel merito.
Le accuse alla gestione dell’ente
La nota di Falchi non si limita agli aspetti giuridici della vicenda. L’ex assessore regionale sostiene che la sua decadenza sia maturata dopo l’assunzione di posizioni autonome e critiche rispetto ad alcune scelte della maggioranza e alla gestione del Consorzio. A suo giudizio, la misura avrebbe avuto l’effetto di allontanare dal Consiglio una voce indipendente eletta direttamente dagli agricoltori consorziati.
Nel documento vengono chiamati in causa anche il presidente di Confagricoltura Oristano, Tonino Sanna, e i consiglieri Pino Solinas e Gianni Enna. Falchi contesta la loro scelta di allinearsi alle posizioni di Coldiretti e la considera incoerente con l’autonomia che, a suo avviso, dovrebbe caratterizzare la rappresentanza agricola e la gestione dei Consorzi di bonifica.
L’imprenditrice considera la sentenza un riconoscimento del rispetto delle regole e della rappresentanza degli agricoltori. Ha quindi annunciato l’intenzione di continuare a svolgere il proprio incarico con libertà e indipendenza, mentre il giudizio civile sull’intervento nell’area consortile resta in attesa della pronuncia del Tribunale.