Bibbiena (AR)

Morte di Leo all’asilo di Soci: verso il rinvio a giudizio

Le sei persone sotto accusa hanno consegnato memorie difensive; gli inquirenti preparano il passaggio davanti al Gip.

Si avvicina una nuova fase dell’inchiesta sulla morte di Leo Ricci, il bambino di due anni e mezzo deceduto mentre giocava nel giardino dell’asilo di Soci. La Procura sta esaminando le memorie depositate dagli avvocati delle persone indagate, prima di trasmettere al Gip le proprie richieste. L’ipotesi è che la decisione sul possibile rinvio a giudizio possa arrivare dopo la conclusione di questo esame.

Le memorie degli indagati

Sono sei le persone coinvolte nell’inchiesta: quattro maestre, un’assistente e la responsabile della cooperativa che gestisce la scuola, frequentata da circa sessanta bambini. Per tutte l’ipotesi di reato è omicidio colposo, con responsabilità che la Procura ritiene differenziate in base ai ruoli ricoperti e ai compiti svolti quel giorno.

Tra gli atti depositati figura anche la memoria difensiva presentata per l’assistente, assistita dall’avvocato Saverio Agostini, che difende anche una delle insegnanti. Il legale sostiene che la sua cliente avesse un ruolo secondario e che non fosse incaricata delle attività di vigilanza o della gestione delle classi. L’obiettivo delle difese è evitare la richiesta di rinvio a giudizio, mentre il pool investigativo della Procura sta completando la valutazione della documentazione.

La tragedia nel giardino

I fatti risalgono al 12 novembre di un anno fa, poco prima dell’ora di pranzo. Leo stava giocando vicino a un alberello didattico quando il cappuccio del giubbotto rimase impigliato in un ramo, provocando un’asfissia fatale. Una maestra trovò il bambino e lanciò l’allarme, ma ogni tentativo di soccorso si rivelò inutile. L’autopsia ha stabilito che il decesso avvenne in pochi minuti.

Dopo la tragedia, i carabinieri hanno svolto accertamenti e rilievi per ricostruire la sequenza degli eventi e verificare la posizione delle persone presenti. L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato ai familiari del bambino: i genitori, il fratello, i nonni e gli zii.

L’inchiesta, coordinata dalla pm Angela Masiello, ha coinvolto anche gli specialisti del Ris di Roma. A marzo gli investigatori hanno effettuato un sopralluogo nella scuola, rimasta sotto sequestro per otto mesi, utilizzando strumenti ad alta definizione e droni per analizzare il giardino. Uno dei principali aspetti da chiarire riguarda la posizione delle maestre rispetto al bambino nel momento dell’incidente.

Ad aprile l’alberello didattico è stato abbattuto. A settembre l’asilo ha riaperto, mantenendo il ricordo di Leo. Sul piano giudiziario, invece, la Procura è ora chiamata a decidere se chiedere il rinvio a giudizio per le sei persone indagate.