Bologna (BO)

Turnover possibile per il Bologna dopo tre gare in otto giorni

Il tecnico pensa a novità tra reparto arretrato e mediana, con Mbangula candidato alla conferma.

Il Bologna si prepara ad affrontare la terza partita in otto giorni e Raffaele Palladino valuta un possibile ricorso al turnover. La gestione delle energie potrebbe portare a diverse modifiche nell’undici iniziale, anche se alcune scelte restano legate allo stato di forma dei singoli e agli equilibri trovati nelle ultime uscite.

Dubbi in difesa e a centrocampo

Uno dei principali interrogativi riguarda la linea a tre. Dopo le quattro gare consecutive disputate da Darmian e Casale, entrambi alle prese con percorsi estivi complicati, potrebbe arrivare una rotazione. Vitik appare in corsa per una maglia da titolare, mentre resta possibile anche l’impiego di Helland. Theate dovrebbe completare il terzetto arretrato, con Darmian indicato come il candidato più probabile a rifiatare rispetto a Casale.

A sinistra è atteso il ritorno di Miranda, mentre sulla fascia opposta Palladino potrebbe concedere spazio ad Amondarain. Zortea, impiegato con continuità dall’arrivo dell’allenatore, e Darmian resterebbero comunque pronti a subentrare. Il tecnico ha inoltre lasciato aperta l’ipotesi di utilizzare in quella posizione un altro giocatore: tra le possibilità c’è Cambiaghi, soprattutto considerando la difficoltà di rinunciare a Mbangula dopo la tripletta realizzata nell’ultima partita.

Le alternative in avanti

Il reparto offensivo presenta ulteriori incognite. Cambiaghi e Mbangula potrebbero giocare insieme, ma Palladino dovrà valutare anche il ritorno a disposizione di Orsolini e la presenza di Libra. Bernardeschi, sostituito a San Siro dopo poco più di un’ora, potrebbe essere chiamato a un sacrificio tattico, mentre resta da capire se il tecnico sceglierà di confermare la coppia di riferimento oppure di modificare l’assetto.

Qualche novità potrebbe arrivare anche in mediana. Ferguson e Pobega hanno accumulato molte presenze ravvicinate, mentre Moro attende una nuova occasione dal primo minuto. Libra può essere considerato anche per quel ruolo. La decisione dipenderà dall’intenzione di non interrompere il processo di assestamento del centrocampo, che dopo l’addio di Freuler sembra aver trovato maggiore stabilità soltanto nelle ultime settimane.

La gara rappresenta quindi un’opportunità per coinvolgere nuovamente i giocatori rimasti ai margini, senza perdere i riferimenti che hanno contribuito alla rimonta di San Siro. In quell’occasione Palladino aveva cambiato tutti e tre i centrali nel finale, dando spazio a Vitik, Helland ed Heggem, mentre gli ingressi di Cambiaghi e Miranda avevano contribuito a cambiare l’inerzia dell’incontro. Le scelte definitive saranno legate alla necessità di dosare le energie e mantenere competitiva la squadra.