Giampiero Macarri lascia l’attività ospedaliera al Murri di Fermo dopo una lunga esperienza nella sanità pubblica. Il pensionamento, dovuto al raggiungimento dei limiti d’età, è stato accompagnato dal saluto di Licio Livini, ex direttore della Sanità fermana, che ha dedicato al medico una lettera aperta.
Nel testo Livini ricorda una frase attribuita a Macarri: "Fosse per me, resterei. Ho dato la mia vita a questo ospedale, mai un’ora di lavoro da privato". Un’affermazione che, secondo l’ex dirigente, sintetizza il rapporto costruito dal primario con il presidio fermano e la scelta di dedicarsi esclusivamente al servizio sanitario pubblico.
Il tema dell’età e dell’esperienza
Livini interpreta il congedo come un’occasione per discutere del valore dell’esperienza professionale. A suo giudizio, l’uscita di un medico ancora motivato e lucido pone il problema di un sistema che lega automaticamente la fine dell’attività ai raggiunti limiti d’età, senza considerare il contributo che una persona può ancora offrire. La riflessione si inserisce nel dibattito sull’invecchiamento della popolazione e sulla necessità di valorizzare le competenze delle generazioni più mature.
Nella lettera, l’ex direttore sostiene che un professionista esperto potrebbe continuare a essere utile anche come riferimento per i colleghi più giovani, trasmettendo conoscenze cliniche e capacità maturate sul campo. L’obiettivo, precisa, non sarebbe quello di impedire il ricambio, ma di favorire un patto intergenerazionale capace di affiancare formazione e competenze consolidate.
Il ricordo dell’ex direttore
Livini lega il proprio omaggio anche all’esperienza maturata alla guida della sanità fermana, incarico ricoperto per sei anni, dal 2015 al 2021. In quel periodo, spiega, ha conosciuto la complessità dell’organizzazione ospedaliera e il lavoro quotidiano degli operatori. In questo contesto descrive Macarri come una presenza affidabile per il reparto e per la struttura.
Il saluto sottolinea inoltre la scelta del medico di svolgere la propria attività nel sistema pubblico. Livini ricorda l’impegno assicurato ai pazienti e il ruolo svolto dal primario nella vita dell’ospedale, esprimendo gratitudine per il lavoro svolto e per il rapporto costruito con colleghi e assistiti.
La conclusione della lettera è dedicata al futuro del medico e al significato della sua esperienza. Per Livini, il pensionamento chiude il percorso in corsia di una figura importante per la comunità fermana, ma non cancella il patrimonio professionale e umano lasciato al servizio sanitario pubblico e alle persone che hanno lavorato con lui.