Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito importante la decisione del Dipartimento di Stato americano che consente all’Ucraina di acquistare 500 intercettori PAC-3, destinati a contrastare i missili balistici russi. Secondo il leader di Kiev, tuttavia, l’autorizzazione non risponde all’urgenza della situazione sul campo.
La richiesta a Washington
In un messaggio pubblicato su X, Zelensky ha sottolineato che la disponibilità di cinquecento intercettori rappresenterebbe un sostegno significativo per la protezione del Paese, soprattutto nei mesi invernali. Le forniture, però, potrebbero iniziare soltanto tra alcuni anni. Per questo il presidente ucraino ha chiesto ai partner americani di individuare una soluzione che permetta di consegnare i sistemi quando il pericolo è concreto e la necessità di utilizzarli è immediata.
La richiesta arriva mentre, secondo Zelensky, la Russia continua a colpire ogni giorno le infrastrutture energetiche ucraine. Nelle sole ultime due settimane di ottobre si sarebbero verificati più di 30 attacchi contro componenti considerate cruciali della rete. L’obiettivo dell’offensiva, ha spiegato, sarebbe quello di compromettere i servizi essenziali alla vita delle città e delle comunità.
Gli obiettivi dell’offensiva russa
Alla vigilia dell’inverno, il presidente ucraino ha indicato tra i bersagli l’elettricità, il riscaldamento e l’approvvigionamento idrico, oltre ai ponti e alle infrastrutture necessarie alla mobilità. La pressione sulla rete energetica rischia di aggravare le condizioni della popolazione durante la stagione fredda e di aumentare le difficoltà per le amministrazioni locali.
Zelensky ha quindi ricordato la richiesta già rivolta agli Stati Uniti per un pacchetto di sostegno invernale, che preveda l’invio di 100 intercettori Patriot al mese. A suo giudizio, la consegna complessiva di 500 missili consentirebbe di rafforzare la protezione dello spazio aereo nei prossimi mesi, in una fase ritenuta decisiva anche per mantenere una posizione di forza nei negoziati e impedire alla Russia di colpire ulteriormente la vita quotidiana nelle città ucraine.