L’approvazione del bilancio di previsione della Giunta regionale prevede un finanziamento flessibile fino a 358 milioni di euro per la costruzione del nuovo ospedale di Padova. La struttura sarà realizzata con risorse messe a disposizione dalla Regione e non attraverso il ricorso a un prestito Inail. La decisione ha raccolto le reazioni positive di diversi esponenti politici veneti.
Il Comune: opera strategica per il territorio
Il sindaco Sergio Giordani ha definito il provvedimento una buona notizia per la città, sottolineando che l’ospedale dovrà proseguire il proprio percorso di condivisione istituzionale. Secondo il primo cittadino, l’opera non riguarderà soltanto i padovani, ma potrà diventare un riferimento per l’intero Veneto.
Giordani ha ricordato il ruolo del Comune nel progetto, a partire dalla cessione gratuita dei terreni destinati alla costruzione della struttura e dall’attivazione di un collegamento tranviario con il Giustinianeo, nel centro cittadino. L’obiettivo è favorire l’integrazione tra i due poli e rendere più agevoli gli spostamenti. Il sindaco ha inoltre invitato a seguire l’operazione nel rispetto dell’accordo di programma, valorizzando anche il presidio ospedaliero del centro.
Le reazioni della maggioranza
Per la deputata della Lega Arianna Lazzarini, il finanziamento rappresenta una svolta e conferma l’intenzione di realizzare una struttura destinata a tutto il Veneto. Nel suo intervento ha citato le dimensioni previste del complesso: 963 posti letto, 45 sale operatorie e 220 mila metri quadrati, distribuiti tra Day Center, aree ad alta intensità di cura, Torre delle degenze e Torre della ricerca. Il progetto comprende anche un campus universitario integrato.
Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari ha parlato di un investimento importante per Padova e per il territorio regionale, indicandolo come una scelta che punta a rafforzare la sanità pubblica. Sulla stessa linea la consigliera regionale leghista Giorgia Bedin, secondo la quale il nuovo complesso potrebbe rappresentare un’opportunità per la Bassa Padovana, per le famiglie e per la rete sanitaria collegata all’ospedale di Schiavonia.
Bedin ha evidenziato anche la scelta di mantenere la struttura in proprietà pubblica, invece di ricorrere all’affitto. A suo giudizio, questa impostazione dovrebbe consentire di contenere i costi nel lungo periodo e tutelare le risorse destinate alle cure. Il valore dell’investimento, ha aggiunto, sarà misurato dalla capacità di tradursi in servizi migliori, cure accessibili e risposte concrete per i cittadini.