La Procura della Repubblica di Pisa rischia di dover affrontare nei prossimi mesi una situazione organizzativa ancora più complessa a causa della carenza di personale. L’allarme è stato lanciato dai dipendenti dell’ufficio giudiziario in una nota diffusa alla stampa il 31 ottobre 2026, nella quale viene evidenziato il pericolo di ripercussioni sul lavoro dei magistrati e sulle diverse fasi dei procedimenti.
Scoperture e nuovi pensionamenti
Secondo quanto riferito dai lavoratori, risultano già vacanti alcuni posti nei ruoli della dirigenza e della direzione amministrativa. A queste scoperture si aggiungerà a breve il pensionamento di nove unità, con un ulteriore ridimensionamento delle risorse disponibili per assicurare il funzionamento quotidiano degli uffici.
Il quadro sarebbe reso più difficile anche dalle assenze prolungate di alcuni dipendenti, legate a congedi che prevedono il diritto alla conservazione del posto. Per far fronte alle difficoltà, il procuratore avrebbe avviato una riorganizzazione dei servizi e la centralizzazione delle segreterie, con l’obiettivo di rendere più efficienti le attività e utilizzare al meglio le professionalità presenti.
La richiesta di intervento al Ministero
La riorganizzazione, spiegano i dipendenti, avrebbe prodotto alcuni miglioramenti soltanto temporanei. La redistribuzione delle mansioni avrebbe infatti comportato un aggravio dei carichi di lavoro per il personale rimasto in servizio. Nel documento viene inoltre segnalato che le richieste avanzate dal procuratore per ottenere nuovo personale dirigenziale, direttivo e altre figure professionali non avrebbero ancora ricevuto risposte.
La situazione viene definita dai lavoratori grave e non più sostenibile. Il timore espresso nella nota è che, in tempi brevi, possa essere compromessa la continuità amministrativa e la funzionalità degli uffici, con conseguenze anche sul supporto garantito ai magistrati e, indirettamente, sull’andamento delle attività processuali.
Il documento è stato approvato dall’assemblea dei dipendenti il 22 ottobre. Nel testo viene contestata quella che i lavoratori considerano una sostanziale assenza di investimenti sul presente e sul futuro del sistema giudiziario. La riorganizzazione interna, secondo la loro valutazione, non sarebbe sufficiente a risolvere una difficoltà strutturale destinata ad aggravarsi con le prossime uscite.
Da qui l’appello alle istituzioni locali e alle forze politiche, chiamate a intervenire presso il Ministero della Giustizia per ottenere risposte rapide e adeguate sulle scoperture di organico e sulle prospettive dell’ufficio giudiziario pisano.