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Pixel di tracciamento nelle email: come tutelare la privacy

Immagini invisibili registrano aperture e dati tecnici: impostazioni e strumenti aiutano a limitarne l’azione.

All’interno di molte email, soprattutto newsletter, comunicati stampa e comunicazioni aziendali, può essere inserito un elemento invisibile chiamato tracking pixel. Si tratta di un’immagine generalmente trasparente, delle dimensioni di un solo pixel, incorporata nel codice HTML del messaggio. Il suo caricamento può consentire al mittente di sapere se e quando la posta è stata aperta.

Come funziona il pixel invisibile

Il meccanismo si attiva quando il programma di posta elettronica scarica i contenuti remoti presenti nel messaggio. Se l’immagine viene caricata, il server collegato al mittente riceve una notifica. In questo modo possono essere raccolte informazioni come l’orario di apertura, l’indirizzo IP, il tipo di dispositivo utilizzato e il client di posta impiegato, da Outlook a Apple Mail fino ai servizi webmail.

L’indirizzo IP può fornire indicazioni sulla posizione geografica approssimativa dell’utente, mentre gli altri dati aiutano a ricostruire le modalità di lettura. Per chi invia newsletter o comunicazioni commerciali, queste informazioni servono ad analizzare l’interesse suscitato dai contenuti e a orientare le campagne successive. Il tracciamento, tuttavia, riguarda anche la riservatezza del destinatario e deve essere valutato nel quadro delle regole sulla protezione dei dati.

Le impostazioni per difendersi

In ambito europeo, il GDPR richiede trasparenza nelle attività di raccolta e trattamento delle informazioni. I mittenti devono fornire informative comprensibili e, nei casi previsti, ottenere il consenso dell’utente prima di procedere al monitoraggio. Le modalità concrete dipendono dal tipo di comunicazione e dagli strumenti utilizzati, ma il destinatario può adottare alcune precauzioni.

Una prima misura consiste nel disabilitare il caricamento automatico delle immagini esterne nelle impostazioni del programma di posta. In questo modo il pixel non viene scaricato automaticamente all’apertura del messaggio e la notifica può essere bloccata. Alcuni client e strumenti di terze parti offrono inoltre funzioni antitracciamento o sistemi per mascherare l’indirizzo IP.

Un’ulteriore possibilità è cancellarsi dalle newsletter non più desiderate attraverso il link di disiscrizione, normalmente presente in fondo ai messaggi promozionali o informativi. Questa scelta interrompe la ricezione delle comunicazioni e, in base alle modalità adottate dal mittente, può revocare il consenso precedentemente espresso. La gestione consapevole delle impostazioni e delle iscrizioni resta quindi il principale strumento per ridurre il monitoraggio della posta elettronica.