Oltre tremila persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata a Pistoia nella giornata di sciopero generale dei lavoratori. Il corteo, composto soprattutto da studenti e studentesse insieme a lavoratori di diversi settori, è partito da piazza San Francesco e ha raggiunto piazza del Duomo, dove si sono concentrati gli interventi e le rivendicazioni della piazza.
La mattinata si è svolta in un clima pacifico e unitario, tra cartelli, bandiere, cori, fischietti e fumogeni. Al termine dell’iniziativa, gli studenti hanno ripulito piazza del Duomo, raccogliendo rifiuti, coriandoli e festoni. La manifestazione ha chiuso cinque giorni di mobilitazione nelle scuole pistoiesi, segnati da proteste e assemblee sui problemi del sistema educativo.
Le richieste sulla scuola
Davanti a Palazzo di Giano sono stati elencati i principali nodi denunciati dai manifestanti: spazi e servizi insufficienti, edifici non sicuri, riscaldamento assente, muffa e intonaci deteriorati. Tra le richieste anche una maggiore attenzione all’educazione sessuo-affettiva, il contenimento dei costi delle gite e una revisione di un modello didattico ritenuto troppo nozionistico, capace di alimentare ansia e stress.
Gli studenti hanno inoltre richiamato l’incertezza che accompagna il passaggio dagli studi al lavoro, tra stipendi bassi e precarietà. Una docente, Giusy Versace, ha sottolineato il ruolo dell’istruzione nella formazione del pensiero libero e ha espresso solidarietà ai ragazzi, invitandoli a portare le proprie istanze anche nelle sedi istituzionali.
Dal palco è arrivata la richiesta al Governo di tutelare gli studenti e di destinare risorse alle strutture scolastiche. I manifestanti hanno respinto l’immagine dei giovani come disinteressati o apatici, sostenendo di avere una coscienza politica e di voler essere ascoltati. Tra i temi affrontati anche il rapporto tra istruzione, welfare e spesa pubblica.
Il sostegno dei lavoratori e del Comune
In piazza erano presenti anche lavoratori del comparto dell’istruzione e di altri settori. Fabrizio Mancinelli, esponente dell’Usb, ha denunciato lo squilibrio tra redditi e costo della vita, definendo significativa la partecipazione di una generazione considerata a lungo distante dalla politica. La docente Milva Maria Cappellini ha invece evidenziato la richiesta dei ragazzi di ottenere risposte concrete dalle istituzioni.
Un altro bersaglio della protesta è stata la crescita della spesa per gli armamenti, indicata dai manifestanti come una sottrazione di risorse a sanità, welfare e istruzione. In piazza è intervenuto anche il sindaco Giovanni Capecchi, che ha condiviso le ragioni degli studenti e ha ribadito il sostegno al progetto della città della Pace.
Dopo la manifestazione, Capecchi ha incontrato nel suo ufficio i rappresentanti d’istituto, i membri del Parlamento regionale degli studenti della Toscana e quelli della Consulta provinciale degli studenti di Pistoia. Al centro del confronto sono state le difficoltà dei diversi istituti e le possibili forme di collaborazione. I rappresentanti studenteschi hanno definito positivo l’esito della giornata, ribadendo la volontà di cambiare le cose in modo rispettoso e pacifico e chiedendo alla politica, a ogni livello, di assumersi la responsabilità di fornire risposte.