Si è svolto nella sala consiliare di piazza Dante Alighieri a Massa Marittima il Consiglio comunale dedicato alla pronuncia della Corte dei conti richiesta dai consiglieri Mazzocco, Poli, Giuliani, Brogi e Terrosi. La discussione è stata aperta dalla responsabile dei servizi finanziari dell’ente, Francesca Mucci, chiamata a illustrare gli aspetti tecnici della vicenda.
Il confronto si è poi trasformato in uno scontro politico tra maggioranza e opposizione. I consiglieri di maggioranza hanno contestato le numerose richieste di accesso agli atti, di elaborazione di documenti e di integrazione delle informazioni arrivate nelle ultime settimane. Secondo la maggioranza, queste attività avrebbero impegnato i tecnici comunali nella predisposizione di analisi complesse, sottraendoli alle attività già programmate.
Il chiarimento sul riallineamento
Il sindaco Marconi ha sostenuto che le richieste dell’opposizione non colpiscano la parte politica, ma finiscano per mettere sotto pressione la struttura amministrativa e i funzionari comunali. A suo giudizio, l’analisi condotta dai consiglieri sarebbe risalita a diversi anni fa senza considerare nella sua completezza il quadro normativo.
Il primo cittadino ha citato in particolare il consigliere Sandro Poli, affermando che, anche dopo i chiarimenti forniti dalla responsabile finanziaria, avrebbe continuato a parlare di obblighi di ripiano senza aver compreso il contenuto della pronuncia. Secondo la ricostruzione del sindaco, la Corte dei conti non avrebbe imposto un obbligo di ripiano al Comune, ma un riallineamento di circa 30mila euro sul risultato di amministrazione entro l’approvazione del rendiconto 2026.
Le risorse interessate, ha aggiunto Marconi, sarebbero vincolate e destinabili a investimenti. Per questo, secondo il sindaco, non si configurerebbe una situazione di dissesto e non sarebbero necessarie rilevanti manovre fiscali. La posizione è stata esposta nel corso del dibattito consiliare, tra interpretazioni contrapposte sul significato tecnico della pronuncia.
La richiesta di un Consiglio aperto
Nel corso della seduta è stata rappresentata anche una forza politica non eletta in Consiglio. Il consigliere di maggioranza Ivan Terrosi ha letto una lettera del Pci, nella quale veniva auspicata la convocazione di un Consiglio comunale aperto alla partecipazione di partiti, sindacati e associazioni.
Marconi ha replicato che il Consiglio comunale si riunisce sempre in seduta pubblica, ma che al suo interno intervengono i consiglieri eletti dai cittadini. Il sindaco ha inoltre riferito di aver chiesto un parere al segretario comunale dopo aver ricevuto una prima istanza, giudicata poco chiara nelle finalità e nelle modalità richieste. Ai consiglieri sarebbe stato quindi chiesto di riformulare la domanda.
Secondo il sindaco, il confronto dovrebbe svilupparsi soprattutto nelle commissioni consiliari. Marconi ha però contestato alle opposizioni, che le presiedono, di convocarle raramente. Ha citato anche la variazione al Piano delle opere pubbliche inserita all’ordine del giorno, per la quale non sarebbe stata convocata una commissione né sarebbe stata interpellata la responsabile del settore lavori pubblici.
In chiusura, il primo cittadino ha affermato di non voler accettare ulteriori attacchi nei confronti dei dipendenti comunali, rivendicando la loro competenza e professionalità. Ha inoltre interpretato il protrarsi della polemica come un possibile avvio del confronto politico in vista della prossima campagna elettorale.