Quale notte migliore per affrontare e provare a sconfiggere le proprie paure se non quella di Halloween? Il calendario sembra aver servito un assist a Milan e Inter, entrambe alle prese con i propri fantasmi. Per superare i traumi, infatti, non c’è soluzione migliore che affrontarli. I rossoneri, reduci dalla sconfitta contro il Bologna a San Siro, devono fare i conti con una squadra ancora in cerca della propria identità e bisognosa di tempo per assimilare le idee di Amorim. A pesare sono anche le numerose assenze: otto indisponibili che hanno costretto alcuni titolari agli straordinari, senza trovare adeguate risposte dalle seconde linee.
Un problema di profondità della rosa che distingue il Milan dai campioni d’Italia, ma che non risparmia neppure i nerazzurri, alle prese con un fantasma che aleggia sulla Pinetina da oltre due anni: il derby. Dal 22 aprile 2024, giorno della conquista della seconda stella proprio davanti ai cugini, l’Inter non è più riuscita a trovare la strada della vittoria nella stracittadina.
Negli ultimi sette confronti, infatti, i nerazzurri non hanno mai vinto. Dall’incornata di Gabbia nel settembre 2024, passando per il successo rossonero in Supercoppa firmato Abraham al 93′, fino al 3-0 della stagione 2025/26, il Milan ha spesso trovato la chiave per mettere in difficoltà i rivali. Anche Allegri ha confermato questa tendenza, imponendosi nei due derby della scorsa stagione grazie a Pulisic ed Estupinan.
Neppure Chivu sembra aver individuato la soluzione per scardinare la difesa rossonera. Una vera e propria cassaforte, difficile da aprire. Amorim dovrà quindi scegliere quale strada percorrere: affrontare l’Inter a viso aperto, seguendo i propri principi di gioco, oppure puntare sulla prudenza e sulle ripartenze.
La partita di mercoledì al Penzo ha evidenziato le difficoltà nerazzurre contro squadre compatte, soprattutto in assenza di giocatori capaci di creare superiorità nell’uno contro uno. Con poche ore a disposizione per recuperare energie, il 240esimo derby si avvicina. L’Inter arriva con numeri straordinari in campionato, ma anche un Milan altalenante possiede le armi per colpire. Amorim può prendere spunto dai suoi predecessori.