La trattativa per la cessione del Perugia resta avvolta nell’incertezza. Il presidente Faroni ha confermato l’intenzione di vendere la totalità delle quote del club, mentre il gruppo Arenacuri continua a lavorare per rilevare la società. A confermare l’impegno della parte acquirente c’è anche il recente esborso di Mauro Ricci, destinato a rispettare le scadenze federali di agosto e settembre.
Il nodo dei capitali
Il passaggio più atteso della vicenda, però, non si è verificato. Il fondo che avrebbe dovuto mettere a disposizione le risorse necessarie per avviare una nuova fase del Perugia avrebbe dovuto essere presentato attraverso un comunicato nella mattinata di mercoledì 28 ottobre. L’annuncio non è arrivato e l’assenza del finanziatore rappresenta un segnale negativo per una trattativa che va avanti da mesi.
In città cresce il malumore per una cessione caratterizzata da interrogativi, incognite e numerosi rinvii. Dopo il preliminare firmato lo scorso 3 agosto, il closing è stato più volte posticipato, alimentando diffidenza e preoccupazione tra la tifoseria e l’ambiente del club. Anche la proprietà argentina, secondo quanto emerge, sarebbe sempre più disappuntata dall’andamento della trattativa.
Il termine del 4 novembre
La proprietà avrebbe indicato nel 4 novembre il momento entro cui tracciare una linea definitiva. Dalla parte acquirente continua a filtrare fiducia sulla possibilità di concludere l’operazione, ma non sarebbero ammessi ulteriori rinvii: l’accordo dovrà andare in porto oppure la trattativa verrà abbandonata.
A Pian di Massiano l’attenzione è rivolta anche alle prossime scadenze federali, fissate per il 16 dicembre. Resta da capire chi sarà chiamato a saldare gli importi dovuti e, più in generale, quale sarà il futuro societario del Perugia. La domanda attende ancora una risposta, mentre città e tifoseria chiedono chiarezza in tempi brevi.