La riapertura del Cinema Edison di Parma sarebbe ancora destinata a slittare. A sostenerlo è Priamo Bocchi, consigliere comunale e regionale di Fratelli d’Italia, che interviene sui tempi necessari per restituire la struttura al quartiere Montanara e alla città. Secondo quanto riferito dal consigliere, anche l’ipotesi di riaprire a dicembre non sarebbe più realistica, dopo quasi sei anni di chiusura e diverse scadenze annunciate e successivamente rinviate.
Bocchi definisce la vicenda un susseguirsi di previsioni disattese. Nel suo intervento richiama le precedenti indicazioni sulla conclusione degli interventi, inizialmente attesa entro la fine del 2024 e poi spostata al 2025. Il consigliere cita inoltre le rassicurazioni fornite dal sindaco Michele Guerra, che ancora lo scorso gennaio avrebbe indicato l’autunno 2026 come possibile traguardo per la riapertura della sala.
I lavori conclusi e gli interrogativi sulla gestione
Al centro delle richieste di chiarimento c’è anche una delibera della Giunta comunale approvata nel gennaio scorso. Dal documento, secondo quanto riferito da Bocchi, risulterebbe che i lavori di adeguamento normativo affidati a Parma Infrastrutture fossero terminati il 17 dicembre 2025. Da qui la domanda rivolta all’amministrazione: quali ostacoli impedirebbero, a distanza di quasi un anno dalla conclusione degli interventi indicati nella delibera, la riapertura del cinema? Il consigliere chiede inoltre aggiornamenti sull’affidamento della gestione della struttura.
Il Cinema Edison si trova nel quartiere Montanara e, nella valutazione di Fratelli d’Italia, rappresenta non solo uno spazio destinato alla proiezione di film, ma anche un luogo di aggregazione e di promozione della cultura cinematografica. La lunga chiusura avrebbe quindi privato il quartiere e la città di un presidio culturale e sociale.
Bocchi sollecita infine l’amministrazione comunale a rendere note le ragioni degli ulteriori rinvii, i costi complessivamente sostenuti e una data considerata credibile per la riapertura. La richiesta politica è quella di superare le rassicurazioni finora fornite e di indicare tempi verificabili per la conclusione dell’iter che dovrebbe riportare l’impianto a disposizione della comunità.