Ascoli piceno (AP)

Sfratto immediato per il tribunale di Ascoli Piceno

Decisione anconetana: nessuna sede alternativa pronta e possibile blocco dell’attività giudiziaria.

Preoccupazione e fiducia accompagnano la decisione della Corte d’Appello di Ancona sul futuro del tribunale di Ascoli Piceno. I giudici hanno confermato il rilascio dell’immobile di proprietà del fondo Investire Sgr, disponendo però l’immediata esecutività del provvedimento.

La decisione, commentata il 29 ottobre 2026 dal presidente del tribunale di Ascoli Piceno, Raffaele Agostini, modifica il quadro fissato in precedenza dal giudice del tribunale di Ascoli, Paola Mariani. In quella pronuncia era stato indicato il 29 dicembre 2026 come termine ultimo per liberare il palazzo.

Il provvedimento della Corte d’Appello

Secondo i giudici anconetani, non sussistono più motivazioni valide per giustificare la permanenza del Demanio e degli uffici giudiziari nell’edificio. La conseguenza è che l’occupazione dell’immobile viene considerata formalmente non giustificata, aprendo in teoria la strada all’intervento immediato dell’ufficiale giudiziario.

Il presidente Agostini ha parlato di una situazione delicata, spiegando che l’auspicio è una soluzione positiva. Per questo si guarda a una possibile impugnazione da parte dell’Avvocatura di Stato, mentre restano aperte le trattative tra le parti, avviate da anni e finora bloccate soprattutto sul valore economico dell’operazione.

Il nodo della sede alternativa

Oltre all’aspetto economico e giudiziario, il provvedimento pone un problema logistico. Al momento, infatti, non esiste una sede alternativa pronta a ospitare il tribunale di Ascoli Piceno. Un trasferimento forzato e senza un adeguato preavviso potrebbe provocare mesi di rallentamenti o persino il blocco dell’attività giudiziaria.

Le difficoltà riguardano in particolare la ricerca di un edificio idoneo e la sua predisposizione tecnica, compreso il cablaggio informatico necessario al funzionamento degli uffici. Agostini ha inoltre sottolineato l’incertezza legata alle prossime mosse del proprietario dell’immobile, che potrebbe anche decidere di lasciarlo temporaneamente inutilizzato.

Per affrontare gli scenari aperti dalla pronuncia, il presidente del tribunale ha fissato una riunione con il procuratore della Repubblica Umberto Monti e con il presidente dell’Ordine degli avvocati, Paolo Travaglini. L’obiettivo è valutare le conseguenze del provvedimento e individuare una via d’uscita condivisa, evitando ripercussioni sull’attività degli uffici giudiziari.