Il Tar di Brescia ha respinto i ricorsi presentati contro il progetto previsto nell’area della cascina Maggiolina, a Morengo, sbloccando così l’intervento già autorizzato dal Comune. I giudici amministrativi hanno riconosciuto la conformità del piano al Piano di governo del territorio e la correttezza dell’operato dell’amministrazione.
L’area si trova a nord dell’abitato, lungo l’ex statale 591, e si estende per circa 160mila metri quadrati. Dal 2009 il Pgt di Morengo la destina a insediamenti produttivi. Nel corso degli anni si sono succedute diverse ipotesi progettuali, senza però arrivare alla realizzazione di un intervento concreto.
Il progetto nell’area della cascina
Nel 2021 la proprietà è stata acquisita da Techbau, sviluppatore immobiliare che ha presentato un piano integrato d’intervento. Il progetto prevede la realizzazione di una struttura logistica di circa 53mila metri quadrati e il recupero dell’ex cascina con la trasformazione in struttura ricettiva. Dopo l’iter autorizzativo, il Comune guidato dal sindaco Amilcare Signorelli aveva rilasciato i permessi di costruire.
Contro il piano erano stati presentati due ricorsi al Tar da Legambiente e da tre cittadini, Riccardo Ferrari, Gian Paolo Roncalli e Tatiana Olivieri. Le contestazioni sono state giudicate infondate dai magistrati amministrativi, che hanno ritenuto il progetto coerente con le previsioni urbanistiche comunali. La decisione, tuttavia, potrebbe essere impugnata davanti al Consiglio di Stato.
La possibile trasformazione in data center
Il sindaco Signorelli ha sostenuto che la sentenza chiarisce la legittimità delle scelte urbanistiche contestate, esprimendo però rammarico per il tempo trascorso in attesa del pronunciamento. Secondo il primo cittadino, il ritardo avrebbe inciso sulla realizzazione di opere e progetti comunali, tra cui la palestra. Il Comune ha inoltre dovuto sostenere 36mila euro di spese legali.
Nel frattempo, sull’area della cascina Maggiolina potrebbe verificarsi un cambiamento rispetto all’impostazione iniziale. Techbau ha infatti presentato una richiesta di allaccio alla rete elettrica non per una struttura logistica, ma per un data center da 80 megawatt. La richiesta introduce quindi una nuova possibile destinazione per il comparto, mentre resta da chiarire l’evoluzione dell’intervento e l’eventuale seguito giudiziario.