Piemonte

Strage di Brandizzo: nuova aula e tensioni sulle parti civili all’udienza preliminare

Difensori e parti civili avevano denunciato condizioni precarie nel Tribunale di Ivrea e l'impossibilità di consultare la mole di documenti dell'inchiesta

Strage di Brandizzo: nuova aula e tensioni sulle parti civili all’udienza preliminare

Una terza aula allestita all’ultimo momento e collegata via Teams per permettere a avvocati e familiari di seguire l’udienza. Finisce così, almeno per il momento, il caos logistico nel tribunale di Ivrea per il processo sulla strage in cui, nella notte tra il 30 e il 31 agosto 2023 a Brandizzo, persero la vita 5 operai travolti da un treno.

Nuova aula e tensioni

Difensori e parti civili avevano denunciato condizioni precarie e l’impossibilità di consultare la mole di documenti dell’inchiesta. Una situazione definita “un disastro” dai legali, che aveva sollevato dure critiche verso il ministero della Giustizia. Sullo sfondo resta il nodo della nuova aula bunker, i cui lavori termineranno solo a metà 2027.

Nel merito, le accuse iniziali di omicidio volontario sono state riqualificate in omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario colposo. 24 gli indagati, tra persone fisiche e società.

Le difese si sono coordinate per chiedere l’esclusione di alcune parti civili, prendendo di mira sindacati e associazioni ma dichiarando il massimo rispetto per i familiari delle vittime.

Familiari che attendono risposte da oltre tre anni. “Non è stato un incidente sul lavoro”, ripete Massimo Laganà, padre del più giovane degli operai uccisi: “I nostri ragazzi sono stati mandati a morire”.