Il Partito Democratico dell’Umbria sollecita tutte le forze politiche a lavorare per porre fine all’amministrazione guidata da Stefano Bandecchi a Terni. L’appello è stato lanciato da Damiano Bernardini, segretario regionale del Pd, che indica nella mozione di sfiducia lo strumento per chiudere l’attuale fase politica e restituire centralità al Consiglio comunale.
Secondo Bernardini, la situazione amministrativa della città non sarebbe più sostenibile e starebbe danneggiando le istituzioni, con ricadute sui cittadini. Il dirigente dem sostiene che il Pd intenda mettere in campo ogni iniziativa utile per favorire una convergenza ampia tra le forze di opposizione e costruire un percorso condiviso nella sede istituzionale della città.
Il confronto sulla mozione
Il Pd lavorerà in Consiglio comunale insieme alle forze della coalizione per verificare la possibilità di raggiungere il numero più ampio possibile di consensi attorno a una mozione di sfiducia. Bernardini richiama tutte le componenti politiche alla responsabilità e chiede di superare quelle che definisce ambiguità nei confronti dell’amministrazione.
Nel mirino del segretario regionale ci sono anche eventuali iniziative finalizzate a garantire la sopravvivenza della giunta. A suo giudizio, chi dovesse continuare a sostenerla o ricorrere a soluzioni istituzionali per mantenerla in carica assumerebbe una responsabilità rilevante nei confronti di Terni, dei suoi cittadini e delle istituzioni locali.
Bernardini descrive la fase attuale come una chiamata alla responsabilità per tutte le forze democratiche interessate al futuro della città. L’obiettivo indicato è riportare il confronto politico nell’alveo di un dibattito libero, trasparente e rispettoso, rafforzando il ruolo del Consiglio comunale. Le differenze tra i partiti, sottolinea il segretario dem, resterebbero ma dovrebbero essere affrontate dopo la conclusione dell’attuale esperienza amministrativa.
Il progetto per il futuro
Parallelamente al tentativo di interrompere il mandato della giunta, il Pd propone di consolidare il confronto tra le forze progressiste e democratiche. Bernardini indica la necessità di un percorso aperto alla partecipazione delle realtà civiche, sociali e politiche della città, con l’obiettivo di definire una proposta alternativa per Terni.
Nel documento non vengono escluse forme di partecipazione come le eventuali primarie, qualora fossero ritenute utili a coinvolgere i cittadini e a valorizzare le diverse sensibilità. Il traguardo dichiarato è la costruzione di un’alternativa condivisa e credibile, senza veti e con il coinvolgimento più ampio possibile delle forze interessate al futuro della città.