Thiene (VI)

Maggioranza e Benetti chiedono le dimissioni di Kaabouri a Thiene

Contestato il sostegno espresso verso Youssef Siher, al centro di un fascicolo della magistratura

Le forze di maggioranza del Comune di Thiene e il consigliere di minoranza Manuel Benetti chiedono ad Alaeddin Kaabouri di dimettersi dal Consiglio comunale. La presa di posizione arriva dopo le dichiarazioni con cui il consigliere ha manifestato sostegno a Youssef Siher, indicato nel testo come presunta mente del Movimento 17 ottobre e interessato da un’indagine della magistratura.

La maggioranza, che sostiene l’amministrazione guidata dal sindaco Gianntonio Michelusi, ha precisato di rispettare il principio costituzionale della presunzione di innocenza e l’autonomia degli organi giudiziari. Secondo i gruppi consiliari, tuttavia, chi ricopre un incarico istituzionale deve utilizzare linguaggi e assumere comportamenti coerenti con i valori della legalità, del rispetto delle istituzioni democratiche e della condanna di ogni forma di violenza.

La richiesta dei gruppi di maggioranza

In una nota, i consiglieri hanno affermato che le posizioni espresse da Kaabouri non rappresentano il pensiero della maggioranza dei cittadini di Thiene né quello dell’amministrazione comunale. A loro giudizio, le dichiarazioni avrebbero alimentato ambiguità e fraintendimenti in una fase considerata particolarmente delicata. Pur riconoscendo che non esistono strumenti per sfiduciare un componente del Consiglio comunale a causa delle opinioni espresse, la maggioranza ha rivolto al consigliere un appello a trarre le conseguenze delle proprie affermazioni e a rassegnare le dimissioni.

La richiesta è stata condivisa da Manuel Benetti, capogruppo della Lista Civica Benetti Sindaco – Noi per Thiene e Lega-Liga Veneta. Il consigliere di minoranza ha definito necessaria la posizione assunta dal sindaco, ricordando che Kaabouri era stato eletto nella coalizione che aveva sostenuto l’attuale amministrazione e che in seguito ne era uscito. Per Benetti, la vicenda non sarebbe un episodio isolato, ma si inserirebbe in un quadro già segnato da precedenti tensioni istituzionali.

Il precedente delle deleghe revocate

Benetti ha richiamato anche quanto avvenuto nel dicembre 2025, quando Michelusi aveva revocato a Kaabouri le deleghe in seguito a precedenti dichiarazioni pubbliche. Secondo il consigliere, la ripetizione di comportamenti contestati rende necessario interrogarsi sulla compatibilità tra alcune prese di posizione e le responsabilità derivanti da un mandato elettivo.

Nel suo intervento, Benetti ha comunque distinto il piano politico da quello giudiziario. Ha ribadito che la libertà di espressione è un diritto fondamentale e che nessuno intende sostituirsi alla magistratura nella valutazione delle eventuali responsabilità. Allo stesso tempo, ha sostenuto che esista una responsabilità politica connessa alla rappresentanza pubblica, soprattutto quando dichiarazioni rese da un eletto possono incidere sulla credibilità delle istituzioni. La richiesta di dimissioni, ha concluso, non nascerebbe dalla volontà di limitare il dissenso, ma dall’idea che l’incarico democratico comporti anche precisi doveri verso la comunità.