Si è conclusa a luglio la rilevazione porta a porta condotta nei rioni Cave e Brentelle e, da settembre, il progetto è stato esteso alla zona di Prato della Valle. La nuova attività riguarda 155 persone con più di 80 anni che vivono sole e non risultano prese in carico dai servizi sociali. Il tema è stato presentato nella conferenza stampa del 27 ottobre 2026 a Palazzo Moroni, alla presenza dell’assessora al Sociale Margherita Colonnello, dei presidenti delle Consulte 6A e 1, Luciano Sardena e Francesca Verrecchia, e dei referenti del progetto Prisma.
La rilevazione nei rioni Cave e Brentelle
La prima indagine, promossa dall’assessorato alle Politiche sociali e realizzata dagli operatori di Prisma, ha coinvolto 384 residenti over 74 che vivono soli nel Quartiere 6 Ovest e che non erano già seguiti dai servizi sociali. Con 181 persone è stato possibile svolgere un colloquio approfondito, direttamente oppure attraverso familiari, vicini di casa e assistenti familiari.
Accanto agli incontri con gli anziani, sono state realizzate dodici interviste a realtà del territorio: parrocchie, farmacia, biblioteca, Casa di Quartiere, associazioni di volontariato, servizi sociosanitari, un cinema ed esercizi commerciali di vicinato. Il report restituisce una popolazione in prevalenza femminile. Fino a circa 80 anni la maggior parte delle persone incontrate si considera autosufficiente; con l’avanzare dell’età aumenta invece la quota di chi è solo parzialmente autonomo o non lo è più.
La famiglia rappresenta il principale punto di riferimento, spesso affiancata da servizi privati. Tra le necessità ancora non soddisfatte emergono soprattutto il trasporto e l’accompagnamento, il contrasto alla solitudine, le pulizie domestiche e l’assistenza a domicilio. Gli intervistati hanno indicato come prioritari anche luoghi di incontro vicino casa, visite o telefonate di compagnia e informazioni più chiare sulle risorse disponibili.
Il progetto nella zona di Prato della Valle
Nella nuova fase gli operatori Prisma effettuano visite a domicilio, utilizzando un questionario strutturato per raccogliere informazioni sulle condizioni di vita e di salute e per fornire indicazioni sui servizi presenti nel quartiere. Sono previste inoltre interviste qualitative ad alcune realtà locali, tra cui Acli e Caritas. L’attività proseguirà fino alla fine di novembre.
Le persone coinvolte hanno ricevuto una lettera informativa personale firmata dall’assessora Margherita Colonnello. Gli incaricati sono riconoscibili dalla pettorina e dalla tessera identificativa e non chiedono denaro né la firma di documenti. La metodologia adottata è quella della ricerca-azione e del Lavoro di Comunità, già sperimentata nel rione Forcellini nel 2024: durante la raccolta dei dati, gli operatori orientano gli anziani verso i servizi più vicini e segnalano al Settore Servizi sociali le situazioni di maggiore difficoltà.
Nel precedente intervento, le realtà di prossimità avevano descritto una rete composta da commercianti, farmacia, parrocchie, associazioni e presidi culturali, spesso capaci di offrire un sostegno informale. Tra le criticità era emersa soprattutto la scarsa conoscenza dei servizi disponibili, insieme alla riduzione delle occasioni di incontro spontaneo. I risultati dell’indagine nei rioni Cave e Brentelle saranno illustrati ai residenti in un incontro pubblico organizzato con la Consulta di Quartiere 6A; la data sarà comunicata nelle prossime settimane.