Sondrio (SO)

Rifondazione a Sondrio chiede una svolta sull’idroelettrico

Il partito sollecita Regione Lombardia e Provincia a definire una strategia pubblica per le derivazioni valtellinesi.

La Segreteria provinciale di Sondrio del Partito della Rifondazione Comunista interviene sul futuro delle principali derivazioni idroelettriche della provincia, le cui concessioni arriveranno a scadenza entro pochi mesi. Per il partito si tratta di una decisione destinata a incidere profondamente sul futuro della Valtellina e dei territori montani, ma finora affrontata dalla politica con attenzione insufficiente.

Secondo Rifondazione, l’idroelettrico rappresenta una questione centrale per l’economia e per la gestione del territorio provinciale. La formazione politica sostiene che Regione Lombardia e Provincia di Sondrio non abbiano ancora definito una linea chiara in vista del rinnovo delle concessioni e chiede che il confronto esca dalla fase di attesa e dalle dichiarazioni generiche.

Il nodo delle risorse

Nel documento viene citata una stima prudenziale diffusa dal comitato Grande Idroelettrico, secondo cui il fatturato annuo degli impianti valtellinesi di A2A sarebbe pari a circa 500 milioni di euro. Sempre secondo la stessa ricostruzione, sul territorio rimarrebbe poco più del 10% del totale. Rifondazione considera questo rapporto squilibrato e sostiene che una quota maggiore delle risorse dovrebbe essere destinata a sanità, istruzione e manutenzione del territorio.

La segreteria provinciale afferma, in particolare, che con una cinquantina degli oltre 400 milioni di euro indicati come utile si potrebbero impiegare più di un migliaio di manutentori e addetti alla cura del territorio. Si tratta di una valutazione politica ed economica contenuta nel documento, utilizzata per evidenziare le possibili ricadute occupazionali di una diversa distribuzione dei proventi.

Per il partito non sarebbe sufficiente confermare l’attuale assetto, eventualmente introducendo margini di recupero considerati limitati. La richiesta è una revisione dei rapporti tra il territorio e le grandi aziende produttrici, con un maggiore controllo pubblico sulle infrastrutture e sui benefici economici legati alla produzione di energia.

Il confronto istituzionale

Nel testo vengono richiamati alcuni modelli esterni alla provincia. Rifondazione cita il percorso di progressiva ripubblicizzazione seguito dalla Valle d’Aosta e la scelta della Francia di rinazionalizzare la principale azienda produttrice, accompagnandola con un quadro normativo orientato a mantenere in mano pubblica la proprietà delle infrastrutture. Il partito presenta queste esperienze come esempi di decisioni politiche finalizzate a conservare il controllo su un settore strategico.

La formazione chiede quindi di conoscere le intenzioni della Regione Lombardia e il ruolo che la Provincia di Sondrio intende svolgere nella gestione della partita. Nel documento viene inoltre ricordata la promessa devoluzione del demanio idrico, votata all’unanimità dai sindaci e definita non attuata. Rifondazione sollecita tempi rapidi e un confronto libero dalla propaganda.

Infine, la segreteria provinciale richiama il dibattito in corso in Trentino sulle diverse ipotesi per il settore e propone anche in provincia di Sondrio l’istituzione di una commissione di confronto. L’obiettivo indicato è approfondire le alternative e valutare l’impatto delle scelte sulle comunità locali, in vista della scadenza delle concessioni. Per Rifondazione, da questo passaggio dipenderà una parte rilevante del futuro della provincia e i residenti di Valtellina e Valchiavenna non dovrebbero più accettare condizioni considerate di subordinazione.