Parma (PR)

Giornalista allontanato dal corteo pro Palestina a Parma

Gabriele Majo riferisce l’episodio e l’associazione sindacale regionale esprime solidarietà

Giornalista allontanato dal corteo pro Palestina a Parma

Gabriele Majo, direttore responsabile della testata StadioTardini.it, è stato allontanato per la seconda volta in pochi mesi da una manifestazione a Parma. L’episodio è avvenuto sabato 17 ottobre, durante un corteo a favore della Palestina che si stava svolgendo per le vie del centro cittadino.

Il giornalista ha raccontato a Parmatoday di essere stato invitato da uno degli organizzatori a interrompere la diretta che stava realizzando durante la manifestazione. Secondo la sua ricostruzione, la richiesta sarebbe stata avanzata con modi garbati, diversamente da quanto accaduto in occasione del precedente presidio dedicato a Fakir. Majo ha poi riferito di essere stato accompagnato fuori dal corteo.

La posizione del giornalista

Majo ha spiegato di aver scelto da tempo di seguire gli eventi di Parma e provincia attraverso lo strumento delle dirette. Una modalità di lavoro che, a suo giudizio, rientra nel diritto e nel dovere di cronaca. Il giornalista ha richiamato in particolare la tutela costituzionale del diritto di informare e di documentare ciò che accade anche durante manifestazioni pubbliche.

La vicenda, secondo quanto riferito, rappresenta il secondo allontanamento del giornalista da una manifestazione nell’arco di pochi mesi. Nel caso del corteo pro Palestina, l’organizzatore gli avrebbe chiesto di proseguire eventualmente la diretta al di fuori del percorso della manifestazione, ponendo quindi fine alla sua permanenza all’interno del corteo.

La solidarietà dell’Aser

Sulla vicenda è intervenuta l’Aser, il sindacato regionale dei giornalisti, con una nota pubblicata lunedì 19 ottobre sul proprio sito. L’associazione ha espresso solidarietà a Majo, definendolo un collega estromesso dal corteo pro Palestina organizzato nel centro di Parma.

Nella nota, l’Aser ha ricordato il contesto della manifestazione, promossa da comitati a favore della Palestina. Il sindacato ha richiamato la situazione nella Striscia di Gaza e le operazioni militari condotte da Israele, citando anche i mandati di arresto emessi dalla Corte penale internazionale nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dell’ex ministro della Difesa Yoav Gallant, accusati di crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

Il caso mette così a confronto il diritto degli organizzatori di gestire lo svolgimento del corteo e quello del giornalista di svolgere la propria attività informativa. Majo sostiene di avere il diritto di documentare gli eventi attraverso le dirette, mentre l’organizzazione ha scelto di impedirgli di continuare la trasmissione all’interno della manifestazione.