Il Comune di Macerata ha disposto la risoluzione del contratto d’appalto per i lavori di ampliamento del cimitero cittadino, contestando all’impresa esecutrice un grave inadempimento delle obbligazioni contrattuali. Il provvedimento è contenuto nella determina firmata il 23 ottobre dal dirigente dei Servizi tecnici dell’ente.
L’intervento riguarda il primo lotto dell’ampliamento, comprendente la realizzazione dell’edificio destinato ai loculi e del corpo ascensori. L’appalto, del valore complessivo di 3 milioni e 605mila euro, era stato affidato dopo una gara a una ditta con sede a Chieti, che aveva offerto un ribasso del 23,6 per cento. I lavori erano stati consegnati a maggio 2023, mentre il contratto era stato sottoscritto il mese successivo.
Le contestazioni nel cantiere
La decisione dell’amministrazione arriva al termine di una serie di verifiche e contestazioni. Il 15 settembre, durante un sopralluogo, il responsabile unico del procedimento aveva rilevato la presenza di personale impegnato nello smontaggio di una parte del ponteggio ancora necessaria per completare le opere. Nella stessa giornata il Comune aveva ordinato l’immediata ricollocazione della struttura, l’aggiornamento delle comunicazioni sul personale presente e il divieto di utilizzare il ponteggio fino alla verifica del rispetto delle prescrizioni.
Il 18 settembre l’impresa aveva contestato l’ordine di servizio, motivando la propria posizione con difficoltà economiche, con la proprietà di terzi del ponteggio e della gru e con la necessità di restituire entrambe le strutture. Nella comunicazione, secondo quanto riportato nella determina, veniva dichiarato il fermo delle lavorazioni dal giugno 2026 e venivano preannunciate opere provvisionali alternative. Tre giorni più tardi era stato comunicato l’affidamento delle operazioni di smontaggio e rimozione della gru a una ditta di Pescara.
La risoluzione dell’appalto
Il 24 settembre il Comune aveva constatato che il cantiere era chiuso e privo di maestranze. La gru a torre non era più presente, mentre i ponteggi sui lati ovest e nord risultavano smontati e allontanati dall’area senza che fossero state predisposte protezioni adeguate per le aperture ai vari piani. Nell’area erano inoltre presenti rifiuti edili da conferire a una discarica autorizzata.
All’impresa sono state quindi formalmente contestate la mancata ultimazione delle opere entro il termine previsto, la sospensione prolungata delle attività, la mancata esecuzione dell’ordine di servizio e la rimozione di ponteggi e gru senza documentare l’adozione di soluzioni alternative idonee. Secondo l’ente, queste condizioni non garantivano la sicurezza del cantiere né la regolare prosecuzione e conclusione dell’intervento.
Per tali ragioni il Comune ha disposto la risoluzione del contratto per grave inadempimento. La determina prevede anche l’escussione della polizza fideiussoria a garanzia dell’anticipazione dei lavori, per un importo di 41mila euro oltre agli interessi legali dalla data dell’erogazione, con l’obiettivo di recuperare l’anticipazione contrattuale. Il provvedimento è stato infine segnalato all’Autorità nazionale anticorruzione.