Centinaia di studenti hanno protestato a Pistoia davanti all’istituto Pacini, in corso Gramsci, per richiamare l’attenzione sulle difficoltà vissute ogni giorno tra i banchi. La mobilitazione, nata secondo i ragazzi in modo spontaneo e senza una regia precisa, ha messo al centro il tema del benessere psicologico e la richiesta di maggiore ascolto da parte della scuola.
Gli studenti hanno incrociato le braccia fin dalla prima campanella e si sono radunati davanti all’ingresso dell’istituto. Il messaggio principale della protesta è stato quello della priorità della salute mentale rispetto ai risultati scolastici. Ansia, stress, carichi di lavoro ritenuti eccessivi e scarsa attenzione alle fragilità degli adolescenti sono stati indicati come i problemi più urgenti da affrontare.
Le richieste degli studenti
Durante la manifestazione sono stati esposti striscioni e cartelli con richieste rivolte al mondo della scuola e alle istituzioni. I partecipanti hanno denunciato un modello didattico giudicato troppo nozionistico e poco disponibile al confronto, chiedendo di essere ascoltati e di vedere riconosciuti i propri diritti. Tra i temi sollevati anche le condizioni degli edifici scolastici, dai bagni non funzionanti alla mancanza di palestre, oltre ai pochi fondi destinati alla scuola.
La protesta ha coinvolto anche altre questioni di attualità, tra cui il caro carburanti, l’indifferenza degli adulti, il limite alla presenza degli studenti di origine straniera nelle classi e le risorse pubbliche assegnate all’istruzione. Davanti al Pacini si sono alternati cori e applausi; alcuni slogan sono stati rivolti anche al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
Traffico bloccato per circa mezz’ora
Gli studenti si sono riuniti intorno alle 8 del mattino. La circolazione degli autobus in corso Gramsci è rimasta bloccata per circa mezz’ora, mentre la manifestazione si svolgeva davanti alla scuola. Nel corso della mattinata sono stati accesi anche un fumogeno e alcuni scoppi di coriandoli, senza che l’iniziativa degenerasse.
Una passante si è fermata a parlare con i ragazzi, condividendo la richiesta di più aule e di una scuola meno concentrata esclusivamente sulle nozioni e più aperta alla libertà e al confronto. La mobilitazione si è svolta in modo pacifico e sotto il controllo delle forze dell’ordine. Non ci sono state occupazioni né disordini: chi voleva entrare nell’istituto ha potuto farlo e la mattinata si è conclusa senza ulteriori problemi.