Internazionale

Ucraina: per la prima volta dopo quattro anni di guerra, tacciono le armi al fronte

Scattata la tregua umanitaria per Oleshky: il Papa dall'ospedale aveva telefonato a Putin e Zelensky per chiederla

Ucraina: per la prima volta dopo quattro anni di guerra, tacciono le armi al fronte

Ieri, lunedì 26 ottobre 2026, è entrata ufficialmente in vigore la sospensione temporanea delle ostilità militari lungo il settore fluviale della regione di Kherson e in particolare a Oleshy, sulla sponda opposta del Dnepr rispetto al capoluogo di regione.

Tregua umanitaria per Oleshky

Per la prima volta dopo quattro anni di combattimenti continui, l’artiglieria e i velivoli d’attacco hanno interrotto il fuoco sul fronte per consentire l’apertura di un corridoio di soccorso. L’iniziativa diplomatica si è concretizzata dopo una serie di contatti diretti promossi dalla Santa Sede per sbloccare l’emergenza della popolazione civile rimasta isolata nel territorio occupato.

Il corridoio operativo garantisce l’ingresso dei convogli umanitari e l’evacuazione della popolazione locale rimasta bloccata durante i mesi di bombardamenti.

“Le parti hanno concordato il fermo temporaneo delle operazioni belliche per consentire l’erogazione di beni di prima necessità e la partenza sicura dei residenti”.

L’intesa umanitaria riguarda in modo specifico il centro urbano di Oleshky, situato sulla sponda orientale del fiume Dnipro.

Il via libera al cessate il fuoco è giunto a seguito delle conversazioni telefoniche condotte da Papa Leone XIV durante la sua degenza presso il Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma.

Il Pontefice ha contattato personalmente al telefono il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per sollecitare l’apertura immediata dei soccorsi e il blocco delle armi nelle zone a più alta densità abitativa.

I dettagli operativi della sospensione del fuoco indicano una finestra temporale concordata tra gli ufficiali dei due schieramenti opposti:

Area Operativa Obiettivo Umanitario Stato del Fronte
Settore di Oleshky Consegna di viveri, acqua e medicinali Armi disattivate lungo l’asse fluviale
Corridoi Civili Evacuazione assistita dei feriti e degli anziani Monitoraggio congiunto delle tratte di uscita
Regione di Kherson Consolidamento dei punti di primo soccorso Sospensione del sorvolo di droni d’attacco

L’intervento vaticano e la gestione della crisi sul campo

Il coordinamento dell’assistenza sul campo è affidato alle strutture internazionali e ai rappresentanti dell’Elemosineria Apostolica inviati nelle aree interessate.

Zelensky ha confermato lo svolgimento dei colloqui con la missione vaticana, ribadendo la necessità di mettere in sicurezza gli abitanti privi di risorse essenziali.

Putin ha impartito le direttive ai comandi di settore per la neutralizzazione temporanea delle batterie d’artiglieria posizionate lungo la fascia di contatto.

Nel corso del suo messaggio diffuso dopo i colloqui diplomatici, il leader dell’esecutivo di Kiev ha commentato l’avvio del piano di evacuazione.

“Ogni misura volta a proteggere i nostri cittadini nella regione occupata rappresenta un passaggio fondamentale per la tutela della vita umana”.

Le agenzie sul posto segnalano l’ingresso dei primi camion contenenti generatori elettrici, forniture mediche e scorte alimentari destinati alla cittadinanza di Oleshky. Gli osservatori internazionali continuano a verificare la tenuta del cessate il fuoco sul perimetro concordato, mentre i delegati dell’organizzazione della Nazioni Unite supervisionano il passaggio dei mezzi attraverso i check-point istituiti dai due eserciti.

Mosca: abbattuti 222 droni ucraini durante la notte

Durante la notte, le forze di difesa aerea russe avrebbero intercettato e distrutto 222 droni ucraini. La notizia è stata comunicata dal ministero della Difesa russo attraverso il proprio canale Telegram.

Secondo la nota, le operazioni hanno interessato i territori di Novgorod, Tver, Belgorod, Briansk, Kursk, Kaluga, Orel, Tula, Voronezh, Smolensk e Rostov. Nell’elenco figurano anche il Territorio di Krasnodar, la Repubblica di Crimea e il Mar Nero.

Il ministero russo presenta l’episodio come un’azione della propria difesa aerea contro velivoli senza pilota attribuiti all’Ucraina. La comunicazione non specifica in quali località siano avvenuti i singoli abbattimenti né fornisce, nel testo diffuso, un bilancio su eventuali danni o conseguenze a terra.

Il dato dei 222 droni e l’elenco delle aree coinvolte provengono esclusivamente dall’autorità russa e sono stati diffusi su Telegram. Nel materiale esaminato non sono riportate dichiarazioni delle autorità ucraine, verifiche indipendenti sull’accaduto o ulteriori dettagli sulla dinamica degli interventi.

Danni a Kiev e vittime a Kharkiv

Nella capitale, un attacco russo ha danneggiato il Ponte Meridionale sul Dnipro, noto anche come Pivdennyi. Il sindaco Vitaly Klitschko ha riferito del lancio di diversi missili balistici verso Kiev e ha segnalato danni anche alle infrastrutture della metropolitana presenti sul ponte. In conseguenza dell’attacco, il transito dei treni sul collegamento è stato sospeso.

Altre conseguenze sono state segnalate a Kharkiv, nel distretto di Novobavarskyi. Il sindaco Ihor Terekhov, citato da Ukrinform, ha comunicato un bilancio di due morti e quattro feriti. I colpi hanno inoltre danneggiato condomini, abitazioni private e veicoli. Le informazioni sugli attacchi e sui danni sono state diffuse dalle autorità locali attraverso Telegram.