La ristorazione collettiva chiede nuove regole per rendere sostenibili bandi e gare d’appalto. L’allarme è stato lanciato a Reggio Emilia, durante il summit ospitato per il quarto anno dal Cirfood District, dove rappresentanti delle imprese, parlamentari e amministratori locali hanno discusso delle difficoltà che stanno interessando il comparto.
A pesare sono soprattutto l’aumento dei costi legato all’inflazione e il ricorso ad appalti aggiudicati con il criterio del massimo ribasso. Secondo gli operatori, questo meccanismo rischia di comprimere i margini delle aziende, penalizzare la qualità del servizio e alimentare il contenzioso. La filiera, che serve circa 800 milioni di pasti ogni anno, occupa 100mila lavoratori e vale 5 miliardi di euro, rivendica un ruolo strategico nel sistema Paese.
La richiesta alle istituzioni
La presidente di Cirfood, Chiara Nasi, ha sottolineato che qualità, sicurezza alimentare, innovazione e attenzione agli impatti ambientali e sociali comportano costi che non possono ricadere soltanto sulle imprese. Da qui la richiesta alle stazioni appaltanti di partecipare alla costruzione di un modello economicamente sostenibile per tutti i soggetti coinvolti.
Durante l’incontro, l’appello è stato raccolto dai parlamentari della commissione Agricoltura presenti al summit. Maria Chiara Gadda, vicepresidente della commissione alla Camera, ha evidenziato la necessità di accompagnare la filiera con riferimenti chiari e di istituire una cabina di regia nazionale, considerando che le competenze sono oggi distribuite tra diversi ministeri.
Andrea Rossi ha richiamato il valore della dimensione cooperativa e del sociale, definendoli un bene comune da difendere e sostenere anche nelle fasi di difficoltà. Raffaele Nevi ha invece indicato il superamento del massimo ribasso come una priorità, perché il sistema, a suo giudizio, finisce per ridurre la qualità e aumentare le controversie.
Il ruolo del pasto scolastico
Al confronto ha partecipato anche l’assessora comunale all’Istruzione, Marwa Mahmoud, che ha collegato il servizio di ristorazione scolastica al contrasto delle disuguaglianze. In una fase segnata da povertà educativa e alimentare, ha spiegato, il pasto a scuola può contribuire a ridurre le differenze socioeconomiche.
Il settore attende ora che le indicazioni emerse dal summit si traducano in tempi brevi in un aggiornamento delle regole sugli appalti. L’obiettivo indicato dagli operatori è riconoscere in modo concreto il peso della ristorazione collettiva e garantire condizioni che consentano di mantenere gli standard richiesti senza scaricare tutti i costi sulle imprese.