Toscana

Sciopero dei teatri in Toscana per salari e contratto

La protesta coinvolge dipendenti e scritturati: richiesti adeguamenti dopo otto anni senza rinnovo.

Martedì 27 ottobre 2026 anche in Toscana si fermeranno i lavoratori dipendenti e il personale scritturato dei teatri, nell’ambito dello sciopero proclamato a livello nazionale per chiedere il rinnovo del contratto collettivo. La mobilitazione riguarda il settore della produzione culturale e punta a ottenere interventi sia sul piano normativo sia su quello salariale.

La protesta a Firenze

A Firenze, la protesta avrà conseguenze anche sulle attività della Fondazione Teatro della Toscana. I sindacati Slc-Cgil e Fistel-Cisl sottolineano che, proprio in previsione della chiusura del Teatro della Pergola, è stata modificata la sede inizialmente individuata per il Festival delle Regioni. Secondo le organizzazioni dei lavoratori, il cambio di location ha reso evidente fin da subito l’impatto dello sciopero sul calendario teatrale.

La mobilitazione arriva dopo la rottura del tavolo nazionale per il rinnovo del contratto. I sindacati spiegano che la trattativa, durata due anni, avrebbe dovuto portare a una maggiore uniformità nella disciplina del settore, attraverso l’unificazione dei contratti, una classificazione unica del personale e una semplificazione delle voci retributive. Il mancato accordo ha segnato, secondo Slc-Cgil e Fistel-Cisl, il limite della disponibilità mostrata finora nel confronto.

La questione salariale

Al centro della vertenza c’è anche il livello delle retribuzioni. Secondo i sindacati, i salari dei dipendenti dei teatri e del personale scritturato sono . La retribuzione media indicata è di 1.433,43 euro e la proposta di aumento del 18 per cento, sempre secondo le organizzazioni dei lavoratori, non consentirebbe di recuperare il 23 per cento di inflazione registrato durante la vacanza contrattuale.

Nel dettaglio, i sindacati stimano che l’incremento proposto si tradurrebbe in un aumento reale di 28 euro lordi l’anno per il personale diretto e di appena 1,30 euro lordi l’anno per quello scritturato. Slc-Cgil e Fistel-Cisl chiedono quindi maggiore attenzione alle condizioni di chi lavora nei teatri e nella produzione culturale, rivendicando il riconoscimento del valore professionale del settore sia da parte delle controparti sia delle istituzioni.