Umbria

A Spoleto Boccardo denuncia post offensivi su Facebook

La diocesi ha consegnato alla polizia due contenuti contestati all’autore, che ha ricostruito carriera e vicende personali del presule.

Monsignor Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia e presidente della Conferenza episcopale umbra, ha presentato domenica mattina una denuncia al commissariato di Spoleto. L’iniziativa riguarda due post pubblicati il giorno precedente su Facebook, ritenuti offensivi e diffamatori nei suoi confronti.

A rendere nota la denuncia è stata la diocesi, che ha affidato la documentazione all’avvocato Enrico d’Angerio, legale dell’istituzione ecclesiastica. I contenuti contestati sono stati pubblicati da Francesco Capozza, indicato come vaticanista del quotidiano Il Tempo.

I contenuti contestati

Nei due interventi, Capozza ha ricostruito alcuni passaggi della carriera di Boccardo, ricordando anche il suo incarico di segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, ricoperto dal 2005, e la nomina ad arcivescovo di Spoleto-Norcia nel 2009 da parte di papa Benedetto XVI.

I post contengono inoltre riferimenti a presunte vicende personali dell’arcivescovo, alle ragioni del trasferimento da Roma e ai suoi rapporti con altri esponenti del mondo ecclesiastico. Tra le frasi contestate figura l’affermazione secondo cui il trasferimento sarebbe stato una cacciata voluta da papa Benedetto XVI. Nei testi compaiono anche allusioni alla sfera privata del presule, presentate attraverso richiami a voci e testimonianze anonime.

Capozza ha criticato anche il ruolo di Boccardo alla guida della Conferenza episcopale umbra e i suoi presunti rapporti con una persona descritta nei post come un millantatore. Saranno ora gli accertamenti degli organi competenti a valutare i contenuti e gli eventuali profili di responsabilità.

La solidarietà della diocesi

La vicenda ha provocato messaggi di solidarietà nei confronti dell’arcivescovo. In una nota della Curia, Boccardo ha ringraziato quanti, dalla diocesi e da diverse parti d’Italia, gli hanno espresso vicinanza e assicurato la propria preghiera.

Tra gli interventi c’è anche quello di Francesco Carlini, addetto stampa della diocesi, secondo cui la critica alle istituzioni e alle persone che le rappresentano dovrebbe essere espressa in modo civile, senza offese o attacchi personali. Carlini ha aggiunto che il confronto dovrebbe avvenire direttamente, senza ricorrere a contenuti diffusi sui social network.